Silverpilen – Dampyr 243 (giugno 2020)

Scritto da Paolo M.G. Maino

10 Giu, 2020

Inizia l’estate e dopo il percorso di 6 numeri lovecraftiani del 2019, anche quest’anno ci aspetta una resa dei conti. Da Nyarlatothep passiamo a Sho Huan, ma la dose di pericoli e lo scenario del multiverso fanno ugualmente da sfondo a questa nuova avventura di Dampyr.

 

Enea Riboldi

 

Silverpilen – Dampyr 243

 

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli, Giovanni Eccher

Disegni: Arturo Lozzi

Copertina: Enea Riboldi

Ma andiamo con ordine. Harlan e Hans Milius in trasferta alla Stockholms Universitet indagano su una vera e propria leggenda della metropolitana della capitale svedese: il Silverpilen che dà il titolo all’albo è un treno argentato di servizio dalla fosca fama. Si dice infatti che appaia misteriosamente nelle stazioni e rapisca i malcapitati saliti sulle sue carrozze. A questa leggenda urbana si lega anche la progettazione e solo parziale costruzione della stazione di Kymlinge, abbandonata e lugubremente decadente.

A dare il via alle avventurose indagini è l’incontro con una giovane donna, Britt Thorsvaldsen che racconta ad Harlan e Milius di essere stata rapita dal Silverpilen e di essersi risvegliata solo 10 giorni senza memoria del tempo passato.

 

 

Raccontare di più è ovviamente cadere nello spoiler. Ma sappiamo fin da subito (perché ci è stato anticipato dal preview di luglio nella seconda di copertina e sulla pagina della SBE) che il rivale di questa tesa avventura è il fuggevole Sho-Huan, un mago dalla vita millenaria in grado di muoversi tra le pieghe del multiverso e legato a doppio filo ad Harlan e ai Dampyr in generale visto che le sue origini sono strettamente legate al Dampyr dell’Alto Medioevo ossia Taliesin. Abbiamo visto per l’ultima volta Sho-Huan in Dampyr 224 (ma speciale a colori) ambientato a Lucca ormai un anno e mezzo fa.

Ma non ci sarà solo il ritorno di Sho: un’altra figura del male più nero incrocerà di nuovo la strada del Dampyr… e come al solito capire che cosa sia la verità e che cosa sia illusione sarà tutt’altro che semplice e ci troveremo letteralmente trasportati dal Silverpilen in tempi e spazi inaspettati.

La storia per altro è il primo tempo di una doppia che si concluderà nel numero di luglio dal titolo quanto mai chiaro: Harlan contro Sho-Huan.

 

 

La sceneggiatura di Giovanni Eccher e Mauro Boselli parte con l’angoscioso primo viaggio sul Silverpilen di Britt e dopo una breve e tipica scena di lezione di Milius, qui in veste di visiting professor all’Università di Stoccolma, l’indagine non ha tregua e alterna meccanismi del giallo a quelli dell’horror onirico. E tutto ci porta ad un cliffhanger finale che si apre a tante soluzioni ed interpretazioni.

Da notare che lo spunto del soggetto di Eccher è rimasto nel cassetto per tanto tempo per poi essere tirato fuori da Boselli che lo ha inserito nell’ampio scenario della continuity dampyriana. Insomma niente va sprecato una volta che trova un suo spazio nella redazione di Via Buonarroti!

 

 

Se passiamo al fronte dei disegni rivediamo in azione la matita e la china di Arturo Lozzi che mancava da 40 numeri tondi tondi (era il numero 203 La sorgente della vita, ricordate?) ma che ci farà compagnia anche a luglio giustificando così la non breve attese di quasi tre anni e mezzo. Attesa che è ricompensata da tante belle tavole soprattutto quelle dei viaggi da incubo nella metropolitana di Stoccolma (le pagine da 58 a 61 sono da caduta della mascella istantanea. Qui sopra potete vedere pagina 60 ma la splash page doppia di pp. 58-59 è ancora più bella a mio parere). 

In sintesi il ritorno di una storia doppia è per ora in sintonia con una annata in crescendo mese dopo mese (pensate agli ultimi tre numeri con Boselli/Majo, Venanzetti/Cropera e questo di Eccher-Boselli/Lozzi)… insomma possiamo dormire sonni agitati e orrorifici serenamente come fan dell’ammazzavampiri di casa Bonelli!

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