La formula della morte – Zagor n.652 (novembre 2019)

Scritto da Francesco Benati

26 Nov, 2019

Con La formula della morte, albo di Zagor di novembre, entra nel vivo la storia tripla scritta da Mirko Perniola e disegnata da Alessandro Chiarolla. Per la conclusione aspettiamo dicembre, ovvero pochi giorni ancora, con l’ultimo albo mensile del 2019.

Riassunto della puntata precedente: alcuni anni prima dell’inizio della storia, un incidente minerario nella città di Keating provoca decine di vittime tra i lavoratori. Fra i superstiti c’è chi cova vendetta. Tempo dopo, un misterioso assassino, che si scopre ben presto essere l’ingegnere Joss Beaumont, inizia a compiere una serie di efferati omicidi utilizzando una particolare miscela esplosiva di sua invenzione. Il suo obiettivo è soprattutto Milton Miller, il capo della compagnia mineraria, consapevole che le protezioni degli operai e la sicurezza della miniera non erano sufficienti. Nello stesso momento, Zagor arriva nella cittadina di Coalbridge, poco lontano da dove sorgeva Keating e tenta di fermare Beaumont.

 

 

La formula della morte – Zagor n.652

Soggetto: Vittorio Sossi

Sceneggiatura: Mirko Perniola

Disegni: Alessandro Chiarolla

Copertina: Alessandro Piccinelli

Sinossi di La formula della morte: Beaumont, incurante delle suppliche della moglie, è intenzionato a compiere un grande atto terroristico che causerà numerose vittime, seppellendo per sempre la cittadina di Coalbridge, con i suoi omertosi cittadini, sotto acqua e fango. Lo scopo di Zagor è fermarlo prima che accada il peggio e manda Cico ad avvisare gli abitanti della città.

Quella di Perniola è un’avventura che più classica e tradizionale non si può, un vero e proprio tuffo nel passato, con uno stile che ricorda un po’ certe storie uscite intorno alla metà degli anni ’80. Interessante, anche se non sono ancora del tutto chiari i motivi di tale scelta, la decisione di svelare praticamente subito l’identità dell’attentatore misterioso. Certo, difficile pensare che i lettori non ci sarebbero arrivati da soli, però rimane una mossa curiosa che, speriamo, possa portare a dei buoni sviluppi nella parte finale della storia. 

 

L’impressione generale è che Perniola si sia preso tutto lo spazio disponibile per raccontare la propria storia, senza scivolare in improvvise alzate di ritmo e senza adagiarsi sugli allori, ma prendendosi il giusto tempo per dipanare l’evolversi degli avvenimenti che, in effetti, sono numerosi. 

Ben caratterizzati un po’ tutti i personaggi, da quelli più interessanti, come lo stesso Beaumont, a quelli decisamente stereotipati come Milton Miller, davvero molto simile al solito prepotente pieno di soldi incontrato in migliaia di storie. 

Quello che manca, almeno finora, è quel guizzo in più capace di imprimere a questa avventura la svolta definitiva.

Ci sono ancora 94 pagine a disposizione, quindi chissà che Perniola non ci stupisca.

In linea con i suoi buoni standard è il maestro Alessandro Chiarolla. Certo, le vette del passato sono difficilmente raggiungibili, anche perché l’età avanza pure per lui, ma, nel complesso, il suo disegno rimane fresco e classico e con un dinamismo nelle scene d’azione davvero invidiabile anche per disegnatori con la metà dei suoi anni (e, ovviamente, con la metà della sua esperienza).

E, in effetti, è proprio grazie all’esperienza e al mestiere che Chiarolla riesce a cavarsela abilmente, anche se si dimostra comunque in grado di stupire il lettore grazie alle ottime sequenze ambientate nella miniera allagata. 

 

Purtroppo, almeno stando a quanto si legge in giro, a Chiarolla viene sempre rimproverato il fatto di essere fedele a sé stesso e di non essere un discepolo assiduo di Gallieno Ferri, l’immenso, amatissimo e indimenticabile creatore grafico di Zagor. Magari sono io che esagero, però rimango sempre senza parole di fronte all’ostilità, anche se persino gli ammiratori sono numerosi, con la quale l’ormai più anziano disegnatore di Zagor, almeno sul piano anagrafico, viene accolto ogni volta che una sua storia compare sulla serie, anche se ormai passano diversi anni tra un’apparizione e l’altra (l’ultima era, appunto, del 2016). 

In conclusione, un buon albo di mezzo che porta avanti quanto raccontato nel primo capitolo e che apre la strada al gran finale al quale assisteremo fra poco.

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