Un esempio di interventi correttori nel fumetto: dall’edizione Ashcan al primo numero delle Nuove Avventure di Martin Mystère

Scritto da Paolo M.G. Maino

11 Ott, 2019

È da poco in edicola il primo volume della nuova serie composta da sette numeri delle Nuove Avventure di Martin Mystère. Si tratta nelle dichiarazioni della vigilia di una serie che dovrebbe in qualche modo spiegare il legame tra la serie originale che dura ormai dal lontano 1982 e questo nuovo e più giovane Martin Mystère.

Si parte infatti dalla lotta finale dell’ultimo numero della prima miniserie per poi ritrovarci a Washington Mews dove inaspettatamente Martin e Diana vivono insieme con la presenza di… Java e non di Max.

Che cosa è successo tra le prime pagine e questo salto nel futuro? Quali sono gli effetti dei varchi dimensionali di cui parla Chris Tower? Lo scopriremo nel percorso della serie che inizia con un primo numero che omaggia quello storico della serie originale ossia Gli uomini in nero.

 

Ma in realtà questo articolo non vuole recensirvi l’albo (che per altro ho trovato buono e ben scritto oltre che ben disegnato e colorato), ma vuole proporsi come una sorta di analisi filologica. Di cosa? Forse non tutti si ricordano che a Lucca Comics del 2018 è stata presentata l’edizione Ashcan di questo primo numero, ossia una sorta di prima stampa usata nell’editoria americana degli anni trenta del novecento per lanciare a prezzi bassi un libro o fumetto non ancora rifinito con dettagli da sistemare e stampato su carta di poco valore. Lo scopo? Vedere come reagisce il pubblico, raddrizzare il tiro e nel caso uscire con un albo dal formato definitivo.

L’Ashcan del primo numero della seconda serie delle NAdMM (ovvero Le Nuove Avventure di Martin Mystère) si presentava inoltre in bianco e nero. Castelli nella sua arguta introduzione aggiungeva che «Confrontando questo Ashcan con l’albo definitivo quando esso sarà in edicola, potrete rendervi conto dei passaggi che subisce un albo prima dell’uscita, o notare particolari che normalmente sfuggono, per esempio come il colore costituisca un elemento portante del disegno, e non abbia soltanto funzioni decorative».

 

 

E allora ho pensato di fare questo lavoro ‘filologico’ di confronto (forse anche a memoria di analoghi lavori da me svolti per una tesi di dottorato sul Decameron di Boccaccio tra edizioni manoscritti e edizioni a stampa dal XIV al XVI secolo).

Eccovi l’elenco delle differenze raggruppate per tipologie:

1. Rimodulazione di didascalie e baloon

p.12 baloon con diversa disposizione e meno a capo
p.24 didascalia con diversa disposizione
p.27 baloon con diversa disposizione
p.47 baloon da tratteggiato a linea continua
p.48 idem
p.80 scritte nelle didascalie con spazi differenti. Didascalia più corta.

L’intervento di Valentina Pejrano che si occupa del lettering è nei casi sopra esposti apparentemente marginale. Il testo è lo stesso ma pare disposto in modo più facile da leggere e nel caso di p.12 ha il vantaggio di avere un numero minore di parole  spezzate con ‘a capo’ (da 3 a 2). Forse l’unico passaggio di contenuto è l’eliminazione dei baloons tratteggiati alle pagine 47 e 48 quando Martin parla a Java nel monastero dopo che sono riusciti (grazie al gatto) a non farsi riconoscere. Il tratteggiato indica normalmente il sottovoce che è a mio avviso un sotto inteso evidente.

2. Un grassetto in più

p.13 ‘Ci‘ in grassetto

Mentre Martin parla a Diana e ripensa ai fatti delle Azzorre che sta per rievocare afferma «se penso ai fatti che ci sono capitati» coinvolgendo Java. Perché nell’Ashcan non è in grassetto e qui invece sì? Perché il lettore è giustamente spiazzato. Da dove salta fuori Java? Dov’è Max presente sulla scena fino a p.8? Cosa succede nello spazio bianco tra pagina 8 e pagina 9? Quel ‘ci’ sottolinea la nuova (o ritrovata?) unità di azione tra il Detective dell’impossibile e l’uomo di Neanderthal.

 

3. Da ‘stemma’ a ‘simbolo’

p.15 quello stemma…  > E quel simbolo!…

p.25 era quello stemma […] > era quel simbolo […]
p.30 stemma > simbolo
p.63 Il simbolo di Atlantide!

A pagina 15 e p.25 l’iconico segno che indica Atlantide, ben noto a tutti i mysteriani doc da ‘stemma’ nell’Ashcan diventa ‘simbolo’ nell’edizione da edicola. La spiegazione è per me a p.63 dove di fronte alla porta di cristallo che introduce alla biblioteca dei sotterranei di Luxor su cui è impresso quel segno, Martin grida «Il simbolo di Atlantide!» e non lo ‘stemma’. Da lì a ritroso si sono corrette le altre due occorrenze.

 

4. Accorgimenti sintattici e lessicali

p.19 Meglio tornare al nostro battello > Per ora meglio tornare al nostro battello

p.24 Da dove venivano, allora? > Da dove venivano, allora?…

p.27 la traccia di un antico sigillo > la traccia di un sigillo

p.29 furono costruiti altri rifugi di questo genere e secoli dopo il diluvio, molti di questi > molti altri rifugi di questo genere e, secoli dopo il diluvio, molti di questi

p.33 e dentro il monastero c’è un’antica biblioteca > e dentro il monastero, c’è l’antica biblioteca che ci interessa

p.51 Ascolta, Martin. Io e Edouard non eravamo > Ascolta, Martin. Edouard e io non eravamo

p.55 per non essere tracciabili > per non essere rintracciabili

p.61 il congegno che ha provocato l’apertura! > il congegno che ha permesso l’apertura!

p.74 la carica di quei giocattoloni > la carica di quei giocattoloni atlantidei

Qui scendiamo nel campo delle correzioni sintattiche (quando non di vere e proprie mende) e di sfumature lessicali. Ne commento qualcuna. Abbiamo meccanismi di ‘attualizzazione’ a p.19 con l’aggiunta di ‘per ora’; eliminazione di termini scontati come ‘antico’ a p.27 o l’aggiunta di termini che meglio specificano come ‘atlantidei’ a p.74; scelte lessicali più azzeccate o anche più colloquiali come il passaggio da ‘tracciabili’ a ‘rintracciabili’ nel momento in cui Martin spiega a Maria il perché sia necessario spegnere lo smartphone o ancora la sostituzione di ‘ha provocato’ con ‘ha permesso’ a p.61; anche la correzione di una virgola mancata a p.29 e un’inversione tra ‘Io e Edouard’ e ‘Edouard e io’ per un costrutto che funziona meglio nel parlato; o anche solamente tre puntini di sospensione in più a fine di un baloon a p.24.

 

5. Qualche onomatopea

p.16 FLOP FLOP > FLOP! FLOP!

p.45 NGHH! > NGHH

p.71 AAAAHH! > /
Tre soli interventi nelle onomatopee: si tolgono o si aggiungono i punti esclamativi o si toglie del tutto l’ultima onomatopea di p.71 per rendere l’istante di immobilità che blocca l’uomo in nero destinato a trasformarsi in cenere: non ha nemmeno il tempo di gridare!

 

6. Il colore! (Come aveva predetto il BVZA)

p.35 affresco dietro a Padre Kastron

p.49 ma non potevo scegliere pure il COLORE

p.50 il fuxia ti dona! > il fuxia ti donava molto!

p.66 sangue da b/n a colore

p.70 vignetta con contorno pianeta Terra che diventa con una rete di punti collegati ad indicare i legami tra uomini in nero

L’evidenza maggiore (oltre che a colpo d’occhio) sull’importanza del colore ai fini narrativi (ma ripeto è evidente sfogliando tutto l’albo) sta nel gioco simpatico sulla tuta ‘fucsia’ (per me ‘fuxia’ non è proprio corretto… ma pace) di Martin. La battuta di p.49 nell’edizione Ashcan ci lasciava in sospeso fino a p.50 quando Maria commenta il colore delle tute che però a quel punto mentre sono in macchina Martin e Java non indossano più e da qui la correzione del tempo verbale a p.50. Molto efficace l’uso della macchia di sangue rosso a p.66 che elimina nell’originale Ashcan il segno grafico del proiettile che trapassa il corpo della ragazza.

Aggiungo qui il fatto che nello sfondo della vignetta seconda di p.35 si aggiunge un affresco dietro a Padre Kastron e infine che a p.70 la rete degli uomini in nero è visualizzata con un reticolo che copre l’emisfero visibile della Terra.

 

7. Un bel ‘easter egg’

p.7-8 For sale > Quatermain Real Estate  To tent call 555777332

E da ultimo un regalo della truppa dei Mysteriani e credo proprio di Castelli. Il cartello ‘For Sale alle pagine 7 e 8 si trasforma nel nome di una immobiliare intestata a Quatermain ovvero omaggio ad un grande archetipo di Martin Mystère e personaggio anche lui della saga del BVZM.

Spero di averli trovati tutti e spero che non vi siate annoiati troppo nella mia analisi!

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