La scelta di Goraz – Odessa n.5 (ottobre 2019)

Scritto da Paolo M.G. Maino

23 Ott, 2019

È ormai in edicola da quasi un mese il quinto numero della maxi-serie Odessa (o forse dovrei dire il penultimo numero della prima stagione composta da 6 numeri visto che è stata annunciata per Lucca 2019 l’uscita del primo numero della seconda stagione corrispondente al settimo in assoluto), serie science-fantasy che ammicca a Star Wars e Star Trek e a tutto l’immaginario narrativo che lega fantascienza a fantasy in senso stretto.

Nella città di Odessa l’impatto della gigantesca astronava Serraglio 457 ha creato una sorta di mondo alternativo in cui elementi terreni e alieni si sono fusi e hanno sviluppato una loro storia lunga vent’anni in una specie di bolla temporale rispetto al tempo della vita sulla Terra. Questa stasi temporale ha consentito per ora alla nuova Odessa di rimanere fuori dalla portata dei ‘cattivoni’ della seria, i misteriosi e vagamente lovecraftiani Ignoti, ma ovviamente la ‘pacchia’ sta per finire e nel giro di 19 mesi (ovvero 19 numeri) Odessa ritornerà nel flusso del tempo con conseguenze disastrose per tutti soprattutto per l’arrivo dei maligni Ignoti.

Si può evitare questo disastro annunciato? Ci stanno provando l’eroe a metà Yakiv Yurakin (simbolo lui stesso della fusione, essendosi legato anima e corpo con il geniale alieno Mozok) con il supporto di Zhiras (con cui c’è anche un po’ di romance), della scienziata Tori e del gigante (per ora) buono Goraz.

 

 

La scelta di Goraz – Odessa n.5

Soggetto e sceneggiatura: Davide Rigamonti e Davide Aicardi

Disegni: Italo Mattone

Copertina e colorazione: Mariano De Biase

E chiuso questo riassunto, partiamo proprio da Goraz a cui è di fatto dedicato fin dalla copertina questo numero che si intitola La scelta di Goraz. Permettetemi prima di parlare della narrazione di spendere due parole sulla copertina (questa e la prossima). Primo dato: non c’è Yakiv a dimostrazione di una inclinazione sempre maggiore in Bonelli di creare storie che non necessariamente siano legate solamente ad un eroe eponimo che monopolizza la narrazione. Secondo dato: è una copertina che già racconta tanto. Goraz ha un passato di sofferenza che è drammaticamente rappresentato dalla pila di morti su cui è inginocchiato Goraz stesso in atto di disperazione ma con le mani lorde di sangue. Quale è stata o quale sarà la scelta di di Goraz? Sappiamo che Goraz, pur essendo, molto forte non ama usare la violenza e quindi possiamo già pensare che la scelta del nostro personaggio sia per l’uso della violenza solo come estrema possibilità.

 

 

Dal punto di vista narrativo di fatto questo è il cuore: Goraz ha scelto una strada che possiamo definire genericamente di bene, ma è costretto a ripensare al drammatico cammino della sua vita nel confronto con l’antagonista di turno, ovvero Nikolaj suo vecchio compagno nelle truppe dell’esercito russo durante la guerra in Cecenia nel 2008. Essendo poi una serie science-fantasy la vicenda si carica di un leitmotiv tipico di Odessa (leitmotiv preso da modelli narrativi di startrekkiana memoria come abbiamo già evidenziato nella recensione del terzo numero): l’incontro con una nuova specie aliena che è in questo caso l’incontro con l’ultimo rappresentante di una specie per il resto completamente estintasi durante l’impatto dell’astronave Serraglio 457 con la città di Odessa.

 

 

I due Davide (il creatore della serie Rigamonti qui supportato da Aicardi) giocano bene nell’alternanza tra passato (il citato 2008 della guerra in Cecenia) e il presente nell’arena di combattimenti in cui finisce Goraz e anche nel presente seguono almeno tre strade che portano alla conclusione: Goraz stesso ovviamente, e poi Tori con Zhiras e Yakiv che diventa il deus ex machina risolutore grazie al suo legame con Mozok.

 

 

Ottimi i disegni di Italo Mattone supportati dal colore ogni volta più curato e di alto livello di Mariano De Biase (che ricordiamo è copertinista e ideatore grafico del mondo di Odessa). Mattone alterna uno stile graffiante, spigoloso e dinamico (le scene di azione) ad uno stile più dolce e adatto ai momenti più riflessivi (stupendo il controcanto delle tavole finali.

 

 

Mi è piaciuto questo numero 5? Direi che è stata una lettura soddisfacente e anzi più che soddisfacente presa nella sua singolarità, forse (e sono sempre sfumato perché poi i giudizi si danno a percorsi conclusi) corre il rischio di essere un ottimo spin-off che ci parla di Goraz e del suo legame anche con Yakiv (anche qui è bello il gioco di contrapposizione antifrastica tra la coppia Goraz/Nikolaj e quella Goraz/Yakiv), ma che allenta un po’ la tensione del countdown verso la fine di Odessa.

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