Il Club dei Tredici – Tex n.706 (agosto 2019)

Scritto da Francesco Benati

4 Set, 2019

Ed eccoci pronti per una nuova recensione: questa volta tocca all’ultimo Tex mensile Il club dei tredici uscito a inizio agosto. L’albo rappresenta la parte centrale di una storia tripla che si concluderà a breve scritta da Mauro Boselli, curatore e sceneggiatore della serie, e disegnata da Michele Benevento.

Con La maschera di cera, avevamo avuto un buon inizio di un’avventura prettamente cittadina destinata a rifarsi a certi classici bonelliani come Il laccio nero e simili: società segrete, indagini nell’ombra, trabocchetti, cunicoli sotterranei e così via. Questa seconda parte non ci lascia affatto delusi, anzi!

 

 

 

Il Club dei Tredici – Tex n.706

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Michele Benevento

Copertina: Claudio Villa

Riassunto: Tex e Carson sono a Los Angeles su invito dell’amico Mac Parland, agente della Pinkerton, la celebre agenzia investigativa. I due devono indagare sulla misteriosa scomparsa di un agente che stava investigando su una misteriosa società criminale, guidata da un certo Mister Doom, che sta tenendo sotto il proprio tallone tutta la città e, più in generale, il sud della California. Tex e Carson si mettono all’opera e subito si accorgono di aver scoperchiato un nido di serpenti prima salvando Lavinia Jones, una cantante da saloon, e poi intervenendo in soccorso di Joan Fisher, appena giunta in città, rapita da un mostruoso scimmione.

Sinossi de Il club dei tredici: Tex e Carson salvano Joan dallo scimmione e, contemporaneamente, affrontano alcuni animali selvaggi come tigri e giaguari. Scoperto che Mac Parland è stato rapito, i due rangers seguono le sue tracce fino a una lussuosa villa, dove faranno alcune incredibili scoperte!

 

 

Alcuni lettori non amano molto le storie cittadine, preferendo di gran lunga quelle ambientate nelle praterie o, perlomeno, in scenari più vicini al selvaggio west. Per quanto mi riguarda, invece, credo che l’alternanza di ambientazioni sia uno dei segreti del successo di Tex e, per questa ragione, ogni volta che vedo qualcosa che va un po’ fuori dall’ordinario sono ben felice. E, a ben vedere, la Los Angeles di fine ‘800 era comunque una città molto diversa dalla New York che Tex e Carson hanno avuto modo di visitare nella quadrupla storia di Boselli e Dotti L’ombra del maestro.
Qui infatti l’ambientazione è più vicina, come detto a inizio recensione, alle atmosfere di vecchie storie di GL Bonelli che hanno come elemento principale le società segrete.

Mauro Boselli è piuttosto bravo nel creare una trama gialla che fa il verso a certe avventure di James Bond e, in più, vi innesta parecchi richiami salgariani, sia per quanto riguarda la presenza di belve esotiche, sia per la figura di Anatak, poderoso guerriero malese. Una miscela interessante, particolarmente amata a sua volta dallo stesso Bonelli.

 

 

Rispetto all’albo precedente, giustamente lento ed introduttivo, necessario per presentare i personaggi e le ambientazioni, qui si pigia maggiormente l’acceleratore sull’azione più sfrenata e rocambolesca. Il ritmo a rullo compressore di Boselli ci conduce dritti fino alla pagina conclusiva, dove risulta palese il collegamento con un altro classico bonelliano (che non svelo, visto che la stessa pagina di Tex – Sergio Bonelli Editore mi ha evidenziato i massicci spoiler presenti nella precedente recensione).

Versante disegni: Michele Benevento si conferma un ottimo artista più che degno di far parte della squadra di autori di Tex. Preciso e dettagliato, ma allo stesso tempo ruvido, Benevento sforna una prova di alto livello con tutti i personaggi azzeccati. Persino il volto di Tex, che ad alcuni lettori ha fatto storcere il naso, per me risulta pienamente riuscito. A mio avviso, le parti migliori del lavoro di Benevento riguardano tutto il primo atto dell’albo, con il salvataggio di Joan Fisher, la sequenza della casa dei tredici e, infine, le pagine finali con la pantera.

 

 

Pur avendo realizzato, fino ad ora, una sola storia di Tex, peraltro uscita solamente su un Color di storie brevi, Benevento risulta essere pienamente entrato nelle atmosfere del personaggio e della serie. Forse il suo stile dal sapore noir e metropolitano si adatta meglio ad avventure cittadine, ma, personalmente, non vedo l’ora di vederlo all’opera con un’avventura ambientata nelle praterie.

In conclusione, abbiamo a che fare con un buon albo centrale che porta avanti la narrazione e presenta un buon numero di colpi di scena. Il tutto accompagnato da ottimi disegni perfetti per il tipo di storia raccontata.

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