Senzanima: Buio – vol.3 (giugno 2019)

Scritto da Paolo M.G. Maino

12 Giu, 2019

La serie spin-off di Dragonero Senzanima non lascia e anzi raddoppia, visto che dopo il successo dei primi due volumi (che abbiamo raccontato qui e qui) la Sergio Bonelli Editore non solo ha deciso di continuare per ora esclusivamente con la pubblicazione di volumi da libreria a colori, cartonati, di ampio formato con storie di circa 62/64 pagine (lunghezza ‘audace’) arricchite da redazionali, storyboard, disegni vari, ma anche ha deciso di rendere questa serie semestrale e non più annuale. E diciamolo subito, i volumi di Senzanima sono davvero belli da gustare e da sfogliare fin dalle splendide copertine di Mario Alberti.

La serie Senzanima, per chi non lo sapesse, racconta le avventure del giovane Ian Aranill che scappato dalla dimora di campagna della sua famiglia (quella in cui si svolgono le imprese di Ian ragazzino in Dragonero Adventures) entra in una delle più terribili compagnie di ventura che hanno vissuto la loro stagione di gloria durante il Periodo dei Tumulti nel regno di Merovia: la compagnia del Capitano Greevo Senzanima. La serie ha un tono generale più cupo e crudo rispetto alla serie regolare ed è caratterizzata anche da scelte lessicali più adulte ed esplicite pur nel suo presentarsi di fondo come un grande romanzo di formazione (e del resto la quarta di copertina riporta sempre il pensiero di Ian adulto che così ricorda il periodo vissuto nei Senzanima: «Nei due anni precedenti il giorno della mia salvezza, perché così mi piace ricordarlo, prima che la mano di mio nonno Herion mi strappasse da quell’inferno, io vissi una delle più incredibili avventure che a un ragazzo di campagna possa mai capitare di vivere»).

 

 

Senzanima: Buio – vol.3

Soggetto e sceneggiatura: Luca Enoch

Disegni: Alfio Buscaglia

Copertina: Mario Alberti

Colori: Andres Mossa

Lettering: Marina Sanfelice

Cura redazionale: Luca Barbieri

Veniamo ora a questo terzo volume che pur continuando ad avere come sfondo dominante la guerra, si tinge in questo caso di tinte dark-fantasy perché il ‘Buio’ del titolo e i canini della figura femminile che domina nella copertina di Alberti fanno esplicito riferimento ai Gospodakrūta, ovvero i vampiri del mondo di Dragonero, che scopriamo essere alleati dei sovrani di Merovia e di conseguenza nemici della compagnia mercenaria dei Senzanima al soldo dell’impero contro le spinte autonomiste di Merovia.

La sceneggiatura di Luca Enoch alterna sapientemente le scene di azione che aprono e chiudono la vicenda con una sezione che pone al centro una classica situazione fantasy ovvero l’esplorazione di ambienti (come già accaduto nel caso di Fame, il secondo volume della serie disegnato da Ivan Calcaterra), in questo caso il castello dei vampiri. Inoltre essendo Senzanima una serie corale, ogni numero sta approfondendo qualche personaggio in particolare e questa volta è il turno proprio del Capitano Greevo e del terribile e solitario mago militare che accompagna la compagnia. E poi con un collegamento che sarà apprezzato molto dai lettori stabili della serie regolare nel formato Bonelli, c’è anche una pagina molto importante dedicata ad Aura, la giovane maga che accompagna ormai stabilmente Ian e compagni e che nel periodo di Senzanima è una neonata in fasce salvata proprio dal futuro Dragonero nel corso del primo episodio.

Enoch dà libero sfogo alla sua penna con una scrittura che si fa schietta e senza orpelli e ci immerge nel contesto crudo e violento della guerra. Ma ovviamente come è tipico dello stile di Enoch fin da Sprayliz e dalla amatissima (da me!) Gea, la tensione drammatica non impedisce l’inserimento di scene e personaggi comici (davvero ben caratterizzato pur in poche pagine il ‘chimico’ che Greevo decide di portare in sé insieme a Ian e al Carogna nella spedizione verso il castello dei Gospodakrūta.
Passando al comparto disegni, non possiamo che ancora una volta fare i nostri complimenti a questa serie che dopo Alberti e Calcaterra, ci offre la prova maiuscola di Alfio Buscaglia, abile tanto nel tratteggiare i paesaggi quanto nel descriverci le scene di azione. Ottimi in particolari tutti gli spazi architettonici interni con il dettaglio dei vari mobili. Il viso del giovane Ian (non facile da rappresentare) migliora tavola dopo tavola raggiungendo la giusta intensità nella sezione finale dell’albo.

A valorizzare i disegni di Buscaglia, si aggiungono i colori di Andres Mossa che è riuscito nella non facile impresa di dare un tono di unità ai tre volumi fin qui usciti pur nella notevole differenza che intercorre tra i tre disegnatori che si sono avvicendati. Molto azzeccati e curati in particolare i giochi di luce nelle scene notturne del campo o all’interno del castello e fino all’esplosione di colori di tutta l’ultima frenetica azione. I giochi di luce per altro sono una scelta stilistica che vuole richiamare all’arte del ‘500 e ‘600 di Caravaggio e dei suoi epigoni e del resto è proprio alle compagnie di ventura del ‘500 che Enoch e Vietti si sono ispirati per pensare, in chiave fantasy, al gruppo dei Senzanima.

 

 

Infine, ma non per importanza, dobbiamo riconoscere lo splendido lavoro sul lettering di Marina Sanfelice e la cura dei ricchissimi redazionali di Luca Barbieri. Luca e Marina sono davvero due colonne portanti del successo delle serie legate a Dragonero perché formano quell’elemento di coesione che dà piena coerenza e quindi pieno realismo a tutto quel mondo.

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