La presentazione al Bonelli Point del Texone… e qualche anticipazione sul futuro

Scritto da Paolo M.G. Maino

22 Giu, 2019

È ormai un rito che va avanti dal 1988 l’uscita dello Speciale Tex meglio noto come Texone, il primo e anche unico rimasto di questo formato nelle uscite da edicola della beneamata Sergio Bonelli Editore.

Ed è un rito che ha la duplice valenza di offrire una lettura lunga e appassionante agli amanti del Ranger del Texas e soprattutto di celebrare un grande disegnatore sia quelli che si cimentano per la prima e probabilmente quasi unica volta con Tex (penso al primo di Buzzelli e poi a Joe Kubert, Breccia, Zaniboni e soprattutto a Magnus) oppure a quelli tra gli italiani che ricevono così quasi una sorta di suggello alla loro carriera e che poi spesso continuano anche a lavorare sulla serie regolare (ne cito solo alcuni: Brindisi, De Angelis, Andreucci, Mastantuono, Frisenda…).

Quest’anno il Texone n.34 (eh sì sono 34 anche se esce da 32 anni perché il numero 10 e il numero 26 furono eccezionalmente semestrali) è doppiamente storico perché a disegnarlo per la prima volta è una disegnatrice: Laura Zuccheri!

Ma dell’albo ci parlerà il nostro esperto di Tex Francesco Benati e attendo con curiosità i suoi pareri!

Lo scopo di questo articolo è quello di raccontarvi per sommi capi e in una lettura breve quanto mi ha più colpito della presentazione che si è svolta il 20 giugno al Bonelli Point di Milano, passaggio ormai immancabile quando vengono pubblicati volumi così prestigiosi.

L’incontro ha visto la partecipazione di Mauro Boselli, in veste duplice di sceneggiatore e curatore, Giorgio Giusfredi, braccio destro di Boselli, Franco Busatta, storico redattore in Bonelli e tra i primi lettori del Texone, e ovviamente la più attesa ovvero Laura Zuccheri.

Sul percorso professionale di Laura Zuccheri troverete nel Texone una bellissima intervista che vi lascio leggere, quello che vi racconto qui sono alcuni dati e considerazioni emerse nell’incontro sul lavoro di Laura Zuccheri per disegnare Doc!.

Prima i dati: 220 tavole su cui la Zuccheri ha lavorato per 4 anni (ovviamente anche disegnando altro soprattutto per il mercato francese, avete presente il fantasy de La spada di vetro? Ne parleremo a breve su questo blog) con un puntiglio e una meticolosità notevoli. Franco Busatta ha potuto personalmente vedere la disegnatrice fare le ultime correzioni sulle tavole originali in particolar modo per il volto di Tex, da sempre ‘il problema’ per qualsiasi disegnatore.

Sulla base del Tex di Ticci come riferimento, la Zuccheri ha dichiarato di aver fatto fatica a trovare il suo Tex e di essere tornata spesso indietro a sistemare quello che non la convinceva. Meno problemi, anzi proprio nessun problema per il volto di Kit Carson.

E sulle ambientazioni e sull’aria in generale del west di Tex? La ricetta per la Zuccheri è stata principalmente una: film, film, film e in particolare i film di John Ford del western classico e poi anche quelli di Sergio Leone o Bonanza. Meno il western moderno che è servito di più per alcune scene legate al co-protagonista del Texone ovvero Doc Holliday, ben noto pistolero storicamente esistito e legato all’epica sfida all’Ok Corral (ma anche per Doc potrete leggere il bellissimo redazionale di Luca Barbieri che racconta con ricchezza di particolari e contemporaneamente con bel gusto le vicende avventurose del dentista).

Boselli ha confermato questa intrinseca difficoltà nel rappresentare Tex che non può mai abbandonarsi a pose stanche o svolgiate, ma anche quando è fermo deve essere sempre scosso da un dinamismo pronto a scattare. E il Tex della Zuccheri è a poco a poco diventato così. Boselli ha poi lodato l’incredibile cura nel rappresentare mille scene, da quelle negli ambienti naturali (molto amati dalla disegnatrice) a quelle all’interno di saloon e case da gioco.

Sempre a proposito dei riferimenti della Zuccheri, a precisa domanda, oltre al naturale legame con la bottega di Milazzo a Chiavari in cui è cresciuta professionalmente (insieme a Frisenda e Parlov già autori anche loro – come Milazzo – di un Texone), la disegnatrice ha ricordato il suo debito verso Alex Toth.

Sulla storia del Texone, senza fare spoiler, si è poi molto sottolineato l’importante ruolo che ben tre figure femminili ricoprono nella vicenda e si è anche aggiunto che la storia del Texone lega (in modo così non consueto) il western di fantasia di Tex con le vicende del vero west della storia americana.

Ed ora dopo i tanti complimenti (ma se avete già letto o leggerete il Texone non potrete che condividerli) aggiungiamo qualche interessante preview:

– Laura Zuccheri è già al lavoro su due altre storie. Una per i testi di Ruju e una per quelli di Boselli con ambientazione cittadina e legata ad un altro personaggio storico, Pearl Hart una rapinatrice dilettante! E poi dopo queste due storie la Zuccheri lavorerà al seguito proprio di Doc!. Insomma la disegnatrice di origini bolognesi è ormai nello staff di Tex;

– la serie Tex Willer sta andando avanti molto bene (‘non vende come il Tex, ma ha ottimi risultati’ ha assicurato Boselli) e da natale 2019 cominceranno ad uscire anche degli speciali annuali che saranno molto speciali e Boselli ha detto che il terzo (del 2021) sarà addirittura ‘specialissimo’ (cosa sarà? Io ho una mezza idea, ma non ne parlerò anche perché sono solo mie elucubrazioni!!)! Il primo sarà disegnato da Marco Ghion, new entry che ha subito colpito Boselli: messo in prova su Dampyr, infatti, dopo averlo provato anche con sketch di Tex, Boselli non ha avuto dubbi e lo ha passato subito sulla serie del giovane Tex Willer;

– dopo la Zuccheri, anche un’altra disegnatrice si cimenterà con Tex: Patrizia Mandanici con una storia di 32 pagine per il color Tex autunnale

 

 

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