La serva – Dampyr 228 (marzo 2019)

Scritto da Paolo M.G. Maino

11 Mar, 2019

Come ogni inizio mese da ormai quasi 19 anni, arriva oggi in edicola il nuovo numero della serie regolare Dampyr, edita dalla Sergio Bonelli Editore e lo fa con il numero 228, intitolato La serva, scritto da Antonio Zamberletti (scrittore che per la Bonelli si è dedicato soprattutto a Zagor e che per la prima volta troviamo sulla serie regolare di Dampyr dopo aver sceneggiato lo speciale n.10 El Lobo e un episodio del Maxi Dampyr n.7) e disegnato da Fabrizio Russo, un veterano e prolifico disegnatore di Dampyr molto abile con scene di azione, inseguimenti e sparatorie (e la scelta di far disegnare a lui questo numero mi pare sicuramente azzeccata).

 

La serva – Dampyr 228

 

Soggetto e sceneggiatura: Antonio Zamberletti

Disegni: Fabrizio Russo

Copertina: Enea Riboldi

Quindi dopo il numero di febbraio, Pirati!, affidato a Gualtieri, anche nel numero di marzo abbiamo un autore guest rispetto a quelli che si alternano con maggior frequenza nella saga dell’ammazzavampiri di casa Bonelli.

E diciamolo subito, la lettura di La serva, ci soddisfa solo parzialmente: belle le location (la Budapest del presente e del passato), buone le premesse del personaggio ‘cattivo’ antagonista (la non-morta Dorka, serva della sanguinaria contessa Ersbeth Bathory), buona per me anche la tipologia umana del detective privato Vilmos Farka, ma poi lo sviluppo è di fatto un poliziesco che si risolve senza troppi colpi di scena.

Non dico che sia un fumetto brutto perché Zamberletti dimostra di conoscere (e ci mancherebbe vista l’esperienza) i tempi della narrazione della nona arte, ma quello che per me manca è il quid dampyriano, ovvero quello che rende la serie dell’ammazzavampiri così particolare. Dampyr è avventura, è giallo, è mistero, è orrore, è storia, è azione, è incubo e tutto questo insieme in una continuity forte e che fa da cornice e narrazione essa stessa. Leggendo La serva si fa un po’ fatica a togliersi di dosso l’impressione del filler forse destinato ad un Maxi estivo (serie forse in stand-by) in cui è invece anche bello trovare luoghi e tempi differenti in una lettura da ‘sotto l’ombrellone’ in cui si può sperimentare o anche piegarsi ad un genere letterario piuttosto che ad un altro e dove l’impressione complessiva è anche amplificata positivamente dal possedere un bel balenottero da quasi 300 pagine!

Forse rispetto a Pirati! del mese di febbraio (che non si discosta molto dalle caratteristiche del filler come struttura e rispetto alla continuity stretta della macrosaga che si sta sviluppando in questi ultimi mesi), La serva ha dalla sua un’ambientazione che pur nuova non è così originale come il mar caraibico tra passato e presente. E inoltre come dicevo se il personaggio di Dorka si pone con premesse interessanti, poi non si sviluppa in una rivale davvero tosta e la conclusione della vicenda pare confermarcelo.
Buoni i disegni di Russo che svolge in modo ordinato il suo compito e riesce in modo bello a sviluppare le scene di azione (inseguimento in macchina e scontro con la non-morta).
In sintesi un numero che non passerà probabilmente alla storia della saga (ma ripeto qui ci metto un ‘probabilmente’ perché non pretendo di essere un critico che ci azzecca sempre) e una storia che forse nella cornice di un maxi avrebbe avuto più successo.

Ora aspettiamo con trepidazione il ritorno di Fabio Bartolini su sceneggiatura di Giovanni Di Gregorio per una storia che ha un titolo (e una copertina) che è tutta un programma: Kurjak, il vampiro, una storia in cui farà un passo in avanti la sottotrama della Pallida Maschera che vive da parassita nel corpo e nella mente del povero Emil. E poi ci butteremo in una storia doppia di Boselli e Genzianella in cui accadrà di tutto e in una storia di Luca Rossi. Che dire? Grandi aspettative!
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