Gli Alfa e gli Omega – Nathan Never Generazioni n.6 (ottobre 2018)

Scritto da Manuel Enrico

24 Ott, 2018

Doveva arrivare il momento in cui l’avventura di Nathan Never: Generazioni si sarebbe conclusa. In questi sei mesi, abbiamo vissuto un’esperienza incredibile, venendo trasportati di universo in universo, sempre con un Nathan diverso, ma fedele alla storia trasversale che lega, in modo sottile, i sei albi.
Da un talento puro come quello di Antonio Serra, uno dei padri del personaggio, non ci si poteva attendere certo altro. La fantasia e la grande cultura ‘nerd’ di Serra hanno permesso di ideare una narrazione libera da qualunque schema, capace di omaggiare i classici che hanno emozionato Serra  ed al contempo offrire un qualcosa di nuovo.

 

 

Gli Alfa e gli Omega – Nathan Never Generazioni n.6

Soggetto: Antonio Serra

Sceneggiatura: Adriano Barone

Disegni e Copertina: Massimo Dall’Oglio

La verve creativa di Serra è stata degnamente modellata da due narratori d’eccezione come Eccher e Barone, capaci di diventare il tramite tra la tradizione neveriana e il suo futuro. In particolare Barone, può essere un innovatore capace di ridare a Nathan Never una nuova dimensione, fedele ai presupposti del personaggio, ma traghettandoli verso il futuro infondendo una innovazione di temi e dinamiche narrative che diano nuova linfa al mito dell’Agente Alfa.
Questa capacità è emersa in modo evidente in Nathan Never: Generazioni, culminando nel finale, Gli Alfa e gli Omega. La voglia di andare oltre i limiti del personaggio come li conosciamo è stata la molla che ha dato agli autori della miniserie la convinzione di sperimentare, creando questo intrecci di universi conosciuto nel numero 0 e giunto a conclusione con il sesto numero.

 

 

Oramai solo Nathan Never e i suoi cloni possono impedire la distruzione del nostro mondo, minacciato dagli assalti degli esseri guidati da Omega, la donna amata da Nathan e che ora è divenuta nemica dell’umanità.  La trama di questo episodio conclusivo è al contempo indipendente e legata al resto degli albi letti, grazie a quell’intreccio trasversale che ha mostrato i ‘diversi’ Nathan seguire una sorta di predestinazione che li muove in ogni universo.
Il merito di Generazioni, preso nella sua interezza, è questa linea narrativa che si ripercuote nel multiverso. Le linee guida principali (la crescita di Ann, la ‘tragica ossessione’ che cresce in Nathan) sono facilmente identificabili e si muovono costantemente in direzione di quel finale emozionante che ci si attendeva.
Ad essere affascinante è il modo in cui viene riscritto il senso di colpa di Nathan. Se nella serie ‘tradizionale’ la colpa era il tradimento di Nathan con Sara McBain, in Generazioni non esiste questo aspetto, ma la colpa è originata dall’attaccamento al lavoro. È questo il motivo dell’odio di Laura verso Nathan, l’abbandono in nome del lavoro che ha condannato lei e Ann.

 

 

Serra e Barone hanno ideato questo intreccio nel modo più avvincente e appassionante possibile. La colpa originale di questi Nathan si trasmette come una maledizione da entaglement quantistico, si avvolge sui diversi Never renendoli lo stesso e contemporaneamnte diversi. Gli albi sono tutti legati da questi aspetti, sono dettagli che si inseguono e continuano ad allargare la ferita dell’animo dei Never, sempre più travolti da un percorso autodistruttivo che culmina in Gli Alfa e gli Omega.
Sembra poetico, in quest’ottica, il vedere il Never Alfa attribuire ai propri cloni una sorta di identità, nel riconoscere ad ognuno una propria personalità.
 “Non siete copie. Siete individui”
Vale anche per i diversi Nathan conosciuti in questi mesi. Non erano semplici cloni del Nathan tradizionale, ma individui degni di essere apprezzati come tali.
E qui si apre un discorso particolare. Questi individui, questi Nathan non possono finire nel dimenticatoio, relegati a semplici comparse di una miniserie fine a se stessa. All’interno di questi mondi visti in Nathan Never: Generazioni sono presenti i punti di partenza di nuove possibilità narrative, che dovrebbero una collocazione sicura all’interno delle pubblicazioni dell’Agente Alfa. Penso, ad esempio, al Magazine, ad oggi più simile ad una ristampa che altro, che potrebbe diventare il perfetto contenitore di queste storie, di questi ‘elsewhere’.
Storie che potrebbero giovare non poco delle abilità di artisti come Massimo Dall’Oglio.

 

 

Il talento di Massimo è una delle cose più interessanti viste ultimamente, già manifestatesi sulle pagine di Nathan Never, ma che con Gli Alfa e gli Omega è semplicemente esploso. Le influenze del mondo manga sono evidenti, ma dall’Oglio non si limita all’imitazione, le assimila e le fa proprie, elaborando un proprio linguaggio visivo. L’espressività dei volti, il dinamismo dei personaggi e lo studio grafico dietro tecnologia e caratterizzazione delle ambientazioni sono spettacolari, una vetta espressiva ed emotivamente travolgente che segna il degno finale di una miniserie sensazionale.
La prova di innovazione offerta dal cast artistico di Nathan Never: Generazioni, che ha messo all’opera artisti come Giardo, Raho, Bormida e Corbetta, ha dimostrato come ci siano nuovi orizzonti da esplorare nel mito dell’Agente Alfa. La presenza di uno spirito guida come Serra è l’ingrediente essenziale per spingere la Sergio Bonelli Editore a seguire queste spinte innovative che ultimamente animano la redazione di via Buonarroti, lasciando liberi questi autori di esplorare le nuove ambientazioni visitate in Generazioni.

 

 

Sarebbe un errore considerare Nathan Never: Generazioni come una semplice miniserie, la sua natura è quella di sei potenziali numeri uno, che ci guardano ponendoci un interrogativo: avete il coraggio di vivere una nuova avventura?
La risposta dei lettori è già stata data, manca solo l’ultima, quella di una realtà editoriale che ha fatto dell’avventura da sempre il suo credo, sarebbe un delitto imperdonabile dimenticarlo proprio ora.

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