Nathan Never – Generazioni n. 0: l’inizio di una miniserie imperdibile

Scritto da Manuel Enrico

19 Mag, 2018

Dopo una lunga attesa, anche la terza miniserie dedicata all’Agente Alfa, Nathan Never: Generazioni, sta per iniziare la sua vita editoriale. Anticipata da una serie di intriganti disegni e notizie tramite social (in particolare dal duo Barone-Dall’Oglio), la miniserie ideata da Antonio Serra si presentava già nel suo concept come la più estrose delle tre.
Curiosamente, a farmi interessare particolarmente a Generazioni è stata l’idea di vedere Nathan ritratto con un stile atipico per il personaggio, fortemente ispirato dalla concezione manga. E pensare che io manga non li ho mai particolarmente apprezzati! A spingermi a questa voglia di cambiare idea, sono stati principalmente i disegni di Dall’Oglio, già ammirati in precedenti occasioni, sia sul nostro Nathan che sulla sua pagina personale di Facebook, dove mostra i suoi progetti futuri.

 

 

Ma siccome sono una testa dura, serviva un’altra leva per smuovervi. Giusto per andare sul sicuro, ne ho avute due: la fiducia totale in Antonio Serra e una divertente istigazione alla lettura da parte di Adriano Barone. Mosso da queste tre forze (la passione per Nathan è talmente radicata che non conta), mi sono tuffato nella lettura del numero 0 di Generazioni, omaggio della Bonelli in allegato al numero mensile di Nathan Never, Il segreto di Eve Lynam.
Ci sono due modi di leggere questo numero 0. La prima, quella più immediata, è farsi catturare dall’ambientazione di questo albetto, vivendolo come un primo passo in questa nuova declinazione del mito di Nathan Never.
Quello che forse si può apprezzare ad una seconda lettura è come Nathan Never: Generazioni possa esser visto in un’ottica più ampia, andando anche a risolvere alcune delle questioni più complesse legate alla lunga vita editoriale di Nathan Never, in particolare la continuity (vecchio cruccio di Antonio Serra https://www.justnerd.it/2017/10/04/antonio-serra-intervista/).
Quella che sembra la chiave di lettura della nuova miniserie, infatti, si presenta anche come un ideale strumento per regolarizzare l’inevitabilmente complicato universo nathanneveriano. Non è un caso che all’interno di questo numero 0 vengano inserite dei velati richiami al corpus narrativo di Nathan Never (dalla tri-mente, alla generazione degli altri universi), spingendo il lettore a riflettere su cosa possa rappresentare realmente Generazioni.

 

 

Se Annozero e Rinascita (https://www.justnerd.it/2017/10/31/nathan-never-rinascita-6-recensione/) hanno voluto, in un certo senso, riscrivere le origini di Nathan Never, con Generazioni l’impressione è che ci aspetti una visione diversa delle possibili declinazioni del personaggio, mantenendo comunque una linearità con l’ambientazione che già in passato era emersa (penso all’Uomo Quantico).
Il tenore narrativo improntato dall’idea di Antonio Serra viene sviluppato al meglio da Barone, che si sbizzarrisce a creare una storia che crei un equilibrio vincente tra il dinamismo del tratto di Massimo dall’Oglio e la necessità di dare ai lettori un avvincente benvenuto in questa nuova avventura di Nathan Never.
Le tavole di Dall’Oglio riescono a racchiudere pienamente la carica narrativa della storia, imbrigliandola in una gabbia che si adatta al momento, capace di scatenare tutta la violenza degli scontri o di offrirci un’intrigante visione di ciò che ci attenderà nei prossimi numeri.

 

Il primo appuntamento con Nathan Never: Generazioni è per il 26 maggio con Hell City Blues, dove l’idea di Antonio Serra viene sceneggiata da Giovanni Eccher e disegnata da Alessandro Russo.
E ovviamente raggiungeteci nel gruppo FacebookL’avventura a fumetti da A(dam) a Z(agor).

 

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