La linea Bonelli Young: The story so far… 4 Hoods (3ª parte)

Scritto da Paolo M.G. Maino

13 Apr, 2018

Dopo aver parlato di Dragonero Adventures e dei Bonelli Kids, la terza tappa del nostro viaggio ci porta nel mondo fantasy dei 4 Hoods. Come per gli altri due fumetti, spieghiamo innanzitutto di cosa stiamo parlando.

 

4 Hoods

Ideazione: Roberto Recchioni

Soggetto, sceneggiatura e layout: Federico Rossi Edrighi

Disegni: Riccardo Torti (e altri)

Copertina: Roberto Recchioni e Cristiano Spadoni

4 Hoods è un fumetto fantasy che vede protagonisti 4 eroi incappucciati (i 4 Hoods del titolo) che si chiamano semplicemente Verde, Viola, Rosso e Barba. Sono avventurieri iscritti al Club dell’Avventura e vivono imprese tra il serio e il faceto che si ispirano ai classici archetipi delle avventure heroic fantasy: salvare principesse, sconfiggere mostri, combattere contro spettri e stregoni, saltare da una dimensione all’altra…

La genesi dei quattro personaggi fortemente stilizzati è dovuta alla mente e alla mano di Roberto Recchioni che ha cominciato a postare qualche disegno dei quattro eroi ormai qualche anno fa sui social. L’idea apparentemente semplice è stata coltivata con cura e trasformata poi in una miniserie (ne sono previsti per ora 12 numeri) curata e quasi totalmente disegnata da Riccardo Torti e scritta e immaginata da Federico Rossi Edrighi, colleghi di Roberto Recchioni nello Studio in rosso a Roma.

L’edizione si presenta nel formato spillato a colori di 64 pagine diviso in una storia principale (di fatto una saga che continua numero per numero) costituita da un fumetto di circa 40 pagine e in una storiella autoconclusiva affidata anche ad altri artisti (è il caso del pittorico Giulio Rincione nel numero due).

La scelta visiva è quella di rappresentare dei personaggi fortemente stilizzati in un mondo dagli sfondi realistici con un effetto che può ricordare una serie di cartoni animati come Gum Ball: una strada che è sicuramente innovativa nell’orizzonte Bonelli. Sul fronte dei testi mi sembra che gli elementi chiave siano: l’uso di battute argute, tendenti all’assurdo e spesso al metafumetto e un evidente gusto della citazione (anche smaccatamente e volutamente evidente) che strizza l’occhio al lettore che sa coglierla.
Tra un fumetto e l’altro trovano spazio articoli sulla cultura nerd e fantasy che spaziano dai giochi di ruolo (ad esempio il mitico Dungeons&Dragons), ai libri (Tolkien, Howard) e al cinema (Labyrinth) scritti da Recchioni, Torti e Monteleone, e – come visto anche in Dragonero Adventures – degli appunti sul mondo dei 4 Hoods e su come disegnarli (e già nel numero due c’è spazio per il disegno fatto da un giovane fan).

Questo è in sintesi il ‘cosa’.

 

Quali sono le prime impressioni tratte dal numero zero, uscito a Lucca Comics, e dai primi due numeri in edicola a marzo e aprile?

Il lettore di qualunque età che ama il fantasy e che apprezza anche un sano disincanto e gioco parodistico può trovare in 4 Hoods un divertimento spensierato: non c’è l’impegno e il dramma di tanti serial Bonelli, ma non è forse troppo come target rivolto ai ragazzini (se non bambini) come Dragonero Adventures. Diciamo che l’identikit di questo lettore lo pone in un’età tra i 30 e i 40 anni e comunque molto amante del mondo dorato e analogico degli anni ottanta (avete presente vero Stranger Things?). Ma un ragazzo tra i 10 e i 16 anni che parere potrebbe avere di 4Hoods? Innanzitutto dovrebbe poterlo trovare in edicola e poterlo comprare e quindi speriamo che questo possa ancora accadere e poi potrebbe gustare le immagini che davvero hanno un che di legato ai cartoni animati del momento (quelli occidentali innanzitutto non gli anime) e poi potrebbe essere invogliato a cogliere gli aspetti surreali e metafumettistici, ma non si tratta di un percorso semplice.

4Hoods è per me un esperimento importante e sarei davvero curioso di capire se e come funzionerà. Per ora i miei figli che leggono in massa Dragonero Adventures mi danno questa indicazione: il più grande di 11 anni lo sta leggendo vagamente incuriosito, mentre a quello di 4 anni piacciono molto i disegni e vuole che glielo legga. Vi farò sapere se ne saranno definitivamente conquistati!

Infine belli gli articoli, ma mi resta la perplessità del pubblico a cui si rivolgono realmente: a quarantenni nostalgici (ma non in un’accezione di per sé negativa) o ai giovani che possono conoscere così fenomeni di costume alla base della cultura nerd? Forse ad entrambi! Ai posteri l’ardua sentenza!

In attesa dei vostri commenti che potrete fare anche sulla nostra pagina FacebookL’avventura a fumetti da A(dam) a Z(agor), ci salutiamo! Alla prossima!

 

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