Keller (aprile 2018) – Gli inediti (di Mignacco e Raffaelli)

Scritto da Paolo M.G. Maino

16 Apr, 2018

Dopo l’ottimo esordio in libreria con Mani Nude di Barbato, Armitano e Furnò, la neonata serie per libreria della Bonelli Editore Gli inediti  (nuova e forse definitiva versione della edizione da edicola dei Romanzi a fumetti e della collana Le Miniserie presto tramontata) si è impreziosita di un nuovo corposo volume: Keller, gangster story decisamente hard boiled a firma Luigi Mignacco e Paolo Raffaelli. I due dopo essersi incontrati sulle tavole di un bellissimo numero de Le Storie (I combattenti n. 18 della collana) hanno continuato il sodalizio per quella che doveva essere inizialmente una pubblicazione per Le miniserie e che è diventato poi il secondo volume di questa importante collana da libreria, caratterizzata da un grande formato (18×25), da una carta di maggior pregio e da qualche redazionale con interviste e schizzi preparatori. Segno della sua originale destinazione è  la perfetta divisione in tre capitoli di 94 tavole ciascuno (classico Bonelli style).

 

Veniamo al cosa: Keller è una dura storia di gangster che si ispira ai classici del genere sia dal punto di vista cinematografico (Scarface, C’era una volta in america, Gli Intoccabili) sia da punto di vista dei romanzi (Raffaelli ricorda ad esempio Il Grande Gatsby) e ovviamente per l’ambientazione: siamo a cavallo tra anni venti e fine anni trenta (ma in realtà nel finale torneremo anche negli anni dieci) nell’America del proibizionismo e della Grande Depressione in mezzo agli scontri tra le varie mafie cittadine legate agli italoamericani e agli irlandesi in particolare.

 

 

Keller è un apparentemente innocuo e onesto benzinaio di un paesino sperduto dell’Indiana che vive con moglie e figlio in età adolescenziale. Il suo passato è un punto di domanda pieno però di oscuri misteri che non tardano ad emergere fin dalla prima scena che dà il via ad un susseguirsi di vicende che non ha tregua fino alla vignetta finale. E su questo possiamo già dare un primo parere: Mignacco ordisce una sceneggiatura da far invidia alle Serie TV moderne: si gioca sui piani temporali, si informa il lettore ma senza rivelare tutto subito e soprattutto si fa in modo che l’azione continui ad essere il denominatore comune di tutta la vicenda: sparatorie, inseguimenti tra i vicoli o fughe in macchina si alternano vorticosamente nel racconto e si legano a brevi momenti di ‘adagio’ che servono da collegamento e da spiegazione o semplicemente per mostrare chi è il personaggio che si è appena incontrato.
Mignacco controlla lo scorrere delle vicende, ma il lettore è chiamato ad essere attento per non perdere dei passaggi chiave!

Raffaelli dal canto suo realizza forse la sua opus magnum finora: riceve da Mignacco grande libertà di azione e di scelta in tanti passaggi (lo si capisce leggendo il fumetto e lo conferma lo stesso Raffaelli nell’intervista finale fattagli da Marco Nucci) e ci offre un lavoro davvero curatissimo. Lo stile graffiante, che si ispira al maestro Micheluzzi, si adatta alla perfezione alla storia di Mignacco che chiede di essere narrata senza fronzoli ma con intensità drammatica: i personaggi ricorrenti che si muovono nell’arco di due/tre decadi sono ben riconoscibili a distanza di tempo, ambienti interni e architetture sono ben tratteggiati e realistici. Capitolo a parte le automobili: qui la passione sui mezzi d’epoca (già mostrata nelle scene di battaglie aeree ne I combattenti) dà modo a Raffaelli di dar libertà alle sue conoscenze con immagini curatissime pur senza risultare mai lezioso.

 

 

Keller è un fumetto che piacerà a chi ama l’avventura con la A maiuscola e a chi ama le storie che vanno a toccare i sentimenti più profondi dell’uomo: onore, amore, desiderio di giustizia;
Keller è un fumetto che piacerà a chi ama i film di ambientazione storica e che narrano l’epica della nascita di una nazione così particolare come gli Stati Uniti d’America;
Keller è un fumetto che piacerà a chi vuole lasciarsi avvolgere da una storia che spazia nel tempo e in cui passato e presente si legano e spiegano a vicenda senza una noiosa giutapposizione ma con un intreccio che lascia la suspence fino alla fine;
Keller è un fumetto che piacerà a chi ha amato Mister No e le sue storie newyorchesi, Adam Wild e il contrasto tra vita nella  natura e progresso tecnologico;
Keller è un fumetto che piacerà a chi ama il buon fumetto che sa e vuole narrare storie buone e coinvolgenti.

 

 

Buona lettura!
Vi aspettiamo per le vostre opinioni su  L’avventura a fumetti da A(dam) a Z(agor)

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