La progenie di Rothgar – Dampyr n.274 (gennaio 2023)

Scritto da Paolo M.G. Maino

22 Gen, 2023

La progenie di Rothgar è il nuovo numero di Dampyr che inaugura l’anno 2023. Ai testi ritroviamo dopo un po’ di tempo il dottor Claudio Falco mentre ai disegni abbiamo le dinamiche matite e chine di Andrea Del Campo. Apre l’annata delle sue copertine anche Enea Riboldi che ormai tra serie regolare, speciali e maxi, festeggia proprio con questo numero la sua 300esima copertina: 274 di serie regolare, 9 maxi e 17 speciali! Complimenti a Riboldi che entra in uno stretto numero di copertinisti di lungo corso in casa Bonelli.

Dopo il freddo dei fiordi islandesi scendiamo nell’estate australe in Argentina. Dopo i mostri della tradizione norrenica, Harlan deve affrontare un nuovo maestro della notte, Rothgar e scoprire disunami progetti la cui origine è legata alla follia nazista.

 

 

La progenie di Rothgar – Dampyr n.274

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Andrea Del Campo

Copertina: Enea Riboldi

 

La storia si presenta come un classico classico plot di storie di Dampyr: una serie di eventi misteriosi e efferati che producono morti dissanguati portano Harlan in questo caso in coppia con Kurjak a intervenire.

Si tratta di un tipo di storia che Claudio Falco padroneggia benissimo, sia perché è ormai un autore navigatissimo sulle pagine di Dampyr, sia perché le sue storie  hanno sempre un buon bilanciamento tra parte di azione e parte di riferimenti storici. Ma devo dire che a questo schema narrativo noto si aggiungono almeno altri due fattori rilevanti e efficaci: il primo fattore è che ritorniamo in Sudamerica, a Buenos Aires in Argentina in modo particolare, e quindi in qualche modo Claudio Falco si ricollega ad alcune storie uscite nei primi 100 numeri e scritte da un suo amico sceneggiatore Mario Faggella, che purtroppo come ricorda Mauro Boselli nel suo toccante editoriale ci ha lasciato molto giovane nel 2006 dopo che aveva appunto portato Harlan nei contesti sudamericani ricchi di una cronaca purtroppo zeppa di violenze e criminalità.

 

 

Uno dei fili conduttori di queste storie è la fuga di criminali nazisti dalla Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale, che in Sudamerica hanno trovato riparo e la possibilità magari di sviluppare nuove attività criminali. Ed è proprio dentro a queste vicende storiche reali che si sviluppa la storia ideata da Falco che ovviamente la intesse di riferimenti di fantasia tipici di Dampyr:  un nuovo importante maestro della notte! 

Sicuramente al di fuori di Boselli Claudio Falco è l’autore che ha portato sul piatto della ricca storia di Dampyr il maggior numero di maestri della notte. Si tratta di antagonisti che hanno questa caratteristica: una storia iniziale che fa da premessa e poi  una seconda storia (o a volte una terza) che può portare all’eliminazione del Maestro.

Non sono storie destinate a cambiare in modo decisivo la continuity di Dampyr che è ovviamente saldamente nelle mani di Mauro Boselli e del co-curatore Giorgio Giusfredi. Tuttavia sono tessere del mosaico che consentono di aggiungere dei particolari sempre importanti ad una serie che sta correndo velocemente verso il numero 300.

 

 

Che cosa troverete, dunque, in questo numero di Dampyr? Tanta azione! Ed è sicuramente una scelta inevitabile nel momento in cui si affida coscientemente la sceneggiatura ad Andrea Del Campo, bravissimo nelle sparatorie e nelle lotte tra non- morti. Del Campo poi ricrea davanti ai nostri occhi angoli realistici della Buenos Aires di oggi e accompagna le vicende anche nei classici salti temporali tra seconda guerra mondiale, post seconda guerra mondiale oltre ad un riferimento ad altri tragici avvenimenti: quelli dei Desaparecidos  durante la dittatura militare in Argentina in un passaggio da dittatura a dittatura da violenza a violenza (e come al solito ci viene il dubbio che la violenza dei maestri della notte sia meno terribile di quella che ha saputo farsi l’uomo in alcuni momenti storici… e che si fa tuttora).

Il finale chiude e apre come spesso accade, ma mi resta un po’ di rammarico per un personaggio che entra in scena nelle ultime pagine per poi uscirne forse troppo velocemente.

In conclusione l’avvio d’anno dampyriano conferma la bontà di una serie che difficilmente tradisce i suoi appassionati lettori.

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