Sierra Nevada – Tex n. 741 (luglio 2022)

Scritto da Francesco Benati

18 Lug, 2022

Vi presentiamo la recensione di Sierra Nevada, il nuovo albo di Tex mensile scritto da Mauro Boselli e disegnato da Fabio Civitelli. Si tratta del primo capitolo della seconda parte della lunga saga in sette albi dedicata al ritorno di Mefisto e Yama. I tre episodi che compongono la prima parte hanno visto la firma dei gemelli Raul e Gianluca Cestaro per i disegni, mentre tutti e quattro gli albi della seconda parte vedono la presenza del maestro aretino.

Riassunto delle puntate precedenti per chi fosse vissuto sulla luna fino a questo momento: Mefisto, l’arcinemico di Tex Willer e dei suoi pards, è tornato! Ha preso possesso del Black Mountain Asylum nei dintorni di San Francisco dove ha cercato di mettere insieme un impero del Male reclutando i peggiori criminali della città. Altro obiettivo è il risveglio del figlio Yama, rimasto in stato comatoso dopo l’ultimo scontro con Tex e i pards. Intenzionato a levare di mezzo i suoi avversari, è riuscito ad imprigionare Tom Devlin, capo della polizia di San Francisco, e anche Tex e Carson, ma grazie al supporto di Kit Willer e Tiger Jack, oltre che dei forzuti della palestra Hercules, i nostri eroi hanno avuto la meglio sul nemico, il quale è fuggito portandosi dietro il figlio Yama e alcuni alleati fedeli.

 

 

Sierra Nevada – Tex n.741

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Fabio Civitelli

Copertina: Claudio Villa

 

In questo nuovo albo vediamo Tex e i pards sulle tracce della banda criminale lungo la Sierra Nevada. Non c’è moltissimo da dire su questo nuovo capitolo se non che è un gigantesco inseguimento con Mefisto che dissemina il percorso di trappole e false piste per depistare i suoi avversari. Il momento più riuscito dell’albo è senza dubbio la lunga scena centrale in cui Tex e i pards sono alle prese con le illusioni create da Mefisto e con i suoi poteri ipnotici che hanno reso schiavi alcuni abitanti di una pacifica cittadina. 

Tuttavia il piatto forte è determinato dal ritorno sulla scena di un altro storico personaggio della saga di Mefisto: si tratta di Padma, il monaco tibetano che in passato aiutò e curò Mefisto (tra gli avvenimenti de La gola della morte e Incubo, due classiche storie di GL Bonelli e Galep) e che quest’ultimo cercò di uccidere. Ora Padma è tornato e vuole rimediare all’errore di aver portato Mefisto ancora più addentro ai segreti della magia nera. Tramite alcuni flashback scopriamo che in passato Padma è stato un monaco corrotto che si è votato al Male e che ha viaggiato a lungo in cerca di redenzione. Nei prossimi numeri scopriremo cosa accadrà al tibetano e come sarà il suo nuovo scontro con Mefisto.

 

 

Mauro Boselli ha già anticipato che in questi nuovi quattro albi al fianco di Tex rivedremo personaggi storici degli scontri con Mefisto: oltre al già citato Padma, è certa la presenza di El Morisco e del fedele Eusebio a fianco di Tex, mentre con Mefisto si schiererà la sorella Lily, ma entrambi ricompariranno nei prossimi albi. Lo stesso Boselli poi ha anticipato il ritorno di un altro personaggio fondamentale per la saga, ma, dato che il nome ufficialmente non è stato fatto, ci fermiamo qui.

Un albo più preparatorio che altro, dunque, in quanto di fatto si compone di due macro-scene (tre se ci mettiamo Padma), la prima al villaggio e la seconda alla fine sul battello in mezzo alle acque gelide, ma Boselli riesce a renderlo più che godibile grazie ad una serie di trovate interessanti. 

 

 

Ciò non toglie che, almeno per i testi, ci è parso l’albo meno epico della serie finora, in totale contrasto con Il manicomio del dottor Weyland, maestoso inizio della saga.

Ottimo, come sempre, il lavoro svolto da Fabio Civitelli, di ritorno sulla serie regolare dopo cinque anni abbondanti di assenza: sia chiaro che il maestro di Arezzo non è certo rimasto fermo avendo realizzato due storie brevi. Civitelli, maestro degli ampi paesaggi ariosi, realizza un primo albo tutto immerso nella neve dove il suo tratto morbido ed elegante trova piena sintonia. Ottima, come sempre, l’attenzione rivolta al lato narrativo del disegno: al di là delle classiche questioni come la leggibilità delle vignette, un punto fermo dei fumetti Bonelli, è da segnalare la capacità di Civitelli di far recitare i personaggi quanto basta e di lasciare che sia sufficiente uno sguardo o un sopracciglio alzato per dire molto di più di quanto possano fare mille dialoghi. 

 

 

Per chiudere, possiamo dire di trovarci di fronte ad un albo preparatorio che fa entrare il lettore nelle atmosfere del racconto e preannuncia a grandi linee ciò che troverà in futuro.

 

 

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