Bob84 (Panini Comics) di Filosa e Bacilieri

Scritto da Paolo M.G. Maino

21 Nov, 2021

Uscito sotto traccia, Bob84 – La vendetta è mia è un poliziesco o meglio poliziottesco di alta fattura ideato da Vincenzo Filosa (testi) e Paolo Bacilieri (disegni) per i tipi di Panini Comics

La storia ruota attorno alla ricerca (diventata una mania ossessiva) da parte dell’ispettore Ventura della polizia di Milano di un fantomatico killer che anni addietro gli ha ucciso il compagno di lavoro. Una ricerca che si muove nel tempo (anni settanta e anni ottanta) e nello spazio (Alpi, Milano, Roma, Tokyo). 

 

 

E una ricerca che si muove dentro le pieghe dei sentimenti e delle segrete preoccupazioni e ragioni dell’agire degli uomini. Del resto, si sa, il giallo è Metafora della ricerca connaturata nell’uomo e il poliziesco unisce alla ricerca alla Poirot anche la fisicità dell’azione dei corpi che corrono, combattano, sparano, e infine il poliziottesco all’italiana ci aggiunge quegli elementi di sconfitta, di disillusione, di umanità ferita e sincera. E se questo è vero, Bob84 rappresenta un’ottima realizzazione a fumetto del genere perché si basa su una trama che ci tiene in sospeso fino alla fine e chiude il cerchio in conclusione e perché Filosa fa continuare al suo disegnatore la ricerca dei tratti più spiccati degli uomini.

Bacilieri su questo albo si trova nel suo terreno ideale: le scene di azione dinamiche e spesso drammatiche si alternano con siparietti comici (o pirandelliniamente umoristici) di costume e soprattutto con tavole che letteralmente scavano nei personaggi. Primi piani che non lasciano scampo ai protagonisti, gesti inconsci che svelano il guazzabuglio (per dirla alla Manzoni) che agita il loro cuore.

 

 

Chi legge Bob84 si trova immerso nell’immaginario tipico di Bacilieri (se penso anche a Tramezzino o a Susy&Merz o Ettore e Fernanda ma anche se penso al suo ricco contributo a Napoleone o al Dylan Dog del Pianeta dei morti di Bilotta) a cui Filosa aggiunge la sua conoscenza e il suo profondo amore per il Giappone (paese e manga).

Abbiamo la Milano della Torre Velasca e delle tante strade piccole e grandi del Centro percorse da tram e passanti, abbiamo Cinecittà e il Pantheon a Roma, abbiamo la montagna, abbiamo i luoghi tipici dell’immaginario giapponese. Ma non sono solo i luoghi ma anche gli oggetti: le riviste più o meno osé delle edicole anni ’80, le videocassette, gli Swatch, il Burghy e i paninari o le trattorie della Roma notturna, i gruppi musicali (la lotta tra Duran Duran e Spandau Ballet).

Il revival anni 80 tanto di moda è qui riproposto con acume e senza mielosi Amarcord e a questo si aggiunge il tema di fondo delle relazioni famigliari soprattutto per il triangolo tra Ventura, sua moglie e sua figlia maggiore. Si respira la difficoltà di comunicazione tra generazioni e si tocca con mano la fine di un amore. 

 

Sono tanti i riferimenti alla cultura popolare (pop84 o Bob84?) compreso quello all’amatissimo Frank Sinatra (il killer del resto si chiama proprio Sinatra) o a due attori culto di quella ricca stagione: Sean Connery e Michelle Pfeiffer, ma io qui voglio citare quello che per me è il richiamo più esplicito: Il commissario Spada di Gonano (testi) e soprattutto (mi perdoni Gonano) di Gianni De Luca, un autore che ho amato da ragazzino e che vorrei avesse sempre un posto di primo piano nella storia del fumetto italiano. Il Commissario Spada si muove nella stessa Milano di Ventura e ha un uguale difficoltà a rapportarsi con il figlio adolescente preso come è da un lavoro che prosciuga le sue energie psichiche e fisiche.

Leggete Bob84 non fatevelo scappare e poi ascoltate anche i podcast de Il Fumetto perché dedicheremo tre episodi a questi tre fumetti polizieschi italiani: Bob84 appunto, Il commissario Spada e ovviamente Nick Raider che torna martedì 23 in edicola!

 

 

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