L’occhio dell’inferno – Dampyr n.259 (ottobre 2021)

Scritto da Paolo M.G. Maino

26 Ott, 2021

Vassago, i Templari, una bella maestra della notte che entra nel noveri dei comprimari della serie, disegni di Majo per il prologo e di Dario Viotti per lo svolgimento, il trio al completo… questi sono gli ingredienti de L’occhio del diavolo, Dampyr n.259 che trovate ancora in edicola. Un numero che vede un gradito esordio aiuto testi: Marco Febbrari (che abbiamo intervistato per il nostro neonato podcast… lo avete sentito vero?) con la supervisione di Mauro Boselli.

Vi basta? Diciamolo subito questo numero ci soddisfa in pieno e conferma il livello altissimo dell’annata dampyriana.

 

 

L’occhio dell’inferno –  Dampyr 259

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli e Marco Febbrari

Disegni: Majo e Dario Viotti

Copertina: Enea Riboldi

 

Visto che siamo ormai a fine mese possiamo permetterci qualche spunto in più sulla trama: Vassago è alla ricerca (come sempre) di oggetti magici dall’immenso potere e ovviamente ha dalla sua il tempo (è praticamente immortale) e la forza dei suoi poteri demoniaci. L’occhio dell’inferno è però un oggetto legato strettamente ai tempi dell’arrivo dei maestri della notte nel nostro mondo e di esso apparentemente si sono perse le tracce nel medioevo in vicende legate agli ultra-esoterici cavalieri templari spesso tema di tanti racconti anche a fumetti (il Buon Vecchio Martin Mystère li ha incontrati più volte e ho un ricordo nitido di una splendida storia disegnata da Roi poco prima del numero 100).

Ovviamente nella sfida tra Vassago e la bella Azara, la nuova arci-vampira che fa qui il suo esordio, ci si mettono Caleb Lost e il suo braccio armato ossia Harlan, Kurjak. Il triello finale di sergioleoniana memoria è bellissimo e si risolve in storie e trame che si dovranno sviluppare. In mezzo ci sono tanti scontri, misteri, illusioni, luoghi oscuri e paesaggi solari della Provenza francese.

 

 

Una storia che scorre benissimo dall’inizio alla fine e che ci regala un pezzo importante del mosaico della continuità dampyriana legata ai maestri della notte: rivediamo Dagda (ma quante storie vorremmo su di lui???), rivediamo Amber nel suo aspetto più da Nicole Kidman che mi ricordi (chapeau al disegnatore Dario Viotti) e scopriamo qualcosa in più del passato dei maestri, vicende che finora erano solo nella mente e nei progetti di Mauro Boselli! Ma questi aspetti di contorno e di sfondo non riducono la dose di azione, combattimenti e colpi di scena (sia nel passato sia nel presente).

La storia era in cantiere da tanto e sicuramente ha avuto bisogno di superare difficoltà importanti per poter scorrere bene in mezzo a tale complessità, onore quindi a Febbrari che firma così il suo primo Dampyr e ci auguriamo che ne possano seguire altri anche per rivedere in azione la bellissima Azara!

 

 

Il fronte dei disegni è davvero un fiore all’occhiello: Majo disegna un prologo di 7 pagine che riunisce la coppia Febbrari/Majo dopo 25 anni da Doppia Fuga primo numero di Hammer. Non c’è Harlan è vero… ma quando si apre un albo di Dampyr e si vedono i suoi disegni di colpo ci sentiamo a casa!

E poi Viotti che davvero migliora di numero in numero. La sua maniacale cura dei dettagli merita una lettura attenta: fili d’erba, libri, foglie, muri e legni scrostati, raggi delle biciclette, auto… tutto è curatissimo eppure non lezioso e sempre funzionale alla storia che leggiamo in primo piano in mezzo alla profondità di tutto quello che ci offrono le matite e le chine di Viotti. Di quanto siano belle le donne da lui disegnate… ho già detto. Ma lo ribadisco volentieri. Amber, Azara, Tesla, Margot… volti perfetti, occhi vitrei e abbaglianti… Ammiratele!

 

 

Ancora un numero ottimo e ora corriamo verso la fine dell’anno ripartendo da chi aveva cominciato l’anno: Venanzetti che a novembre sarà in compagnia di Cropera e sappiamo che sarà ancora un’altra grande storia.

Una curiosità… Marco Febbrari credo abbia un primato raro: prima di diventare autore di Dampyr è stato (ed è) personaggio della saga Dampyriana: il Mark fotografo comparso per la prima volta mentre guida la macchina e ha al suo fianco Maud – a pagina7 de I cacciatori di fantasmi (D35) – ha le sue fattezze e del resto si tratta di un numero disegnato guarda caso da Majo che così ha voluto omaggiare il suo amico scrittore (e fotografo).

 

 

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