Il viaggio degli eroi – Dragonero Color n.8 (luglio 2021)

Scritto da Paolo M.G. Maino

20 Lug, 2021

Puff… puff… pant… pant… peggio di Cico dietro a Zagor (ma in realtà il pancione ha una resistenza invidiabile se ci pensate!) è difficile stare dietro a tutte le uscite di luglio della Bonelli… sia per leggerle sia per scriverne… ma proviamoci! Anche perché con il nuovo Color estivo di Dragonero prendiamo i proverbiali due piccioni con una fava (e forse anche più di due!): Dragonero incontra di nuovo Zagor e lo trascina in una corsa a perdifiato per l’Erondàr allo scopo di salvare l’intero multiverso!

Una storia di viaggio, di quest, di incontri tra mondi e di emancipazione. Chi poteva scriverla se non Luca Enoch che su un viaggio ha impostato un bellissimo romanzo di Dragonero (Il risveglio del potente), che ha scritto e disegnato la storia del viaggio più lungo di Ian durante la saga delle Regine Nere (Dragonero n.61), e che ha fatto di un suo marchio il tema della parità di genere (Sprayliz, Gea, Lilith) e il tema della lotta a qualsiasi potere che si imponga dall’alto magari anche con il supporto di un cieco fideismo?

A suo supporto i disegni di Gianluigi Gregorini che probabilmente acquisteranno ancora più bellezza nella probabile edizione cartonata di ampio formato e su carta lucida e i colori della bravissima Piky Hamilton.

Ma chiudiamo qui l’introduzione e passiamo alle pillole di recensione!

 

 

Il viaggio degli eroi – Dragonero Color n.8

Soggetto e sceneggiatura: Luca Enoch

Disegni: Gianluigi Gregorini

Colori: Piky Hamilton

Copertina: Michele Rubini

 

Multiverso Bonelli a go go!

Sempre in mezzo ai festeggiamenti per gli 80 anni della SBE, questo speciale fin dalla copertina (bellissima) di Michele Rubini, aggiunge un’ennesima conferma del multiverso bonelliano con tanto di spiegazione di Alben (che cita le tavole iniziali di Gregory Hunter per me): elementi di Dylan, Nathan, Gea, Lilith finiscono nell’Erondàr insieme a Zagor e Cico. E a vedere il ‘Pesante’ ci scappa la lacrimuccia ripensando alla run di 18 numeri della miniserie Gea! Non so se vi piacciono queste commistioni o se siete rigidi sostenitori dei ‘vasi non comunicanti’… posizioni legittime entrambe, intendiamoci, ma io mi diverto sempre quando i mondi si toccano e del resto Crisis on Infinite Earths è stata per me una lettura illuminante come anche la visione di Into the spiderverse e aspetto con trepidazione gli sviluppi dei crossover SBE/DC Comics… Quindi sono di parte, ma il rapporto Ian/Zagor mi pare ormai estremamente naturale (al netto delle scenette comiche di Cico/Gmor un po’ telefonate e ad usum dei fan). Certo poi si potrà dire: ma quanto è utile Zagor? E la scure è un pretesto? Perché proprio questo oggetto? Non ce ne saranno molti altri in giro? Tutto vero, ma in questi crossover la sospensione dell’incredulità ha un’asticella più alta generalmente e secondo me va accettato.

 

 

Tra etnografia e avventura

Quando Enoch fa viaggiare i suoi eroi ci troviamo sempre di fronte a due elementi: nuovi popoli e nuovi paesaggi da una parte, imprevisti avventurosi dall’altra.

Il viaggio con la nave volante verso sud conferma quanto ho sintetizzato: due popoli con le loro storie, le loro armi, le loro tradizioni entrano nell’immaginario dragoneriano (bellissima quella piramide nascosta nella vegetazione come gli antichi templi Maya di Chichèn Itzà) e l’incontro con questi popoli è spesso causa di imprevisti perché l’arrivo del diverso, di chi è Altro suscita purtroppo ancora e sempre ostilità e Ian e Zagor e compagni se la cavano con un bel mix di astuzia e fortuna.

 

 

Il drago d’aria

Sarà che ho appena visto coi miei figli Raya della Disney, ma devo dire che l’apparizione del Drago d’Aria mi ha molto colpito. Un’immagine così aggraziata, pulita e positiva. Un ponte tra i mondi e non un muro, un traghettatore di persone che gode nel correre tra le pieghe del multiverso: mi è sembrata una figura simbolica di quello che Enoch descrive nelle sue trame da tempo. C’è bisogno di incontrarsi e di conoscersi e non di costruire muri che ostacolano le relazioni. È un simbolo per me del messaggio di fondo dell’avventura di Ian e Zagor. Gli eroi si scontrano e si incontrano e dal loro incontro nascono altri contatti e relazioni e quel che nasce è sempre un aumento di libertà e conoscenze.

 

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