1995 Zona X viene affidata ad un giovane curatore pieno di idee e di cultura (fumettistica e non) e così dal numero 10 la collana contenitore della Bonelli nata come spin off di Martin Mystère (dopo alcune storie del genere sulla serie regolare) pigia quindi sul pulsante dell’acceleratore e anticipa due altri percorsi degli anni 2000: le miniserie e Le Storie. E oltre a questo si esplorano generi nuovi (… certo tutti già visti in Zagor!!!): Fantasy, sci-FI, fantascienza alla Star Trek e si sperimentano anche sceneggiatori e disegnatori.

Il curatore – lo avete capito – è il compianto Federico Memola che ci ha purtroppo lasciato dopo una veloce malattia l’8 dicembre scorso. 

 

 

Magic Patrol n.1 (luglio 2020)

 

2020 la Bonelli recupera le stupende miniserie di Zona X e le ripropone in balenotteri di quasi 300 pagine (nella testata Maxi Martin Mystère dove negli ultimi anni si sono ripubblicati proprio episodi singoli autoconclusivi di Zona X) cominciando da Magic Patrol, serie originalmente ideata da Alfredo Castelli e passata poi nelle mani di Vincenzo Beretta.

Una buona scelta anche economica tutto sommato perché per €7,90 molti si troveranno di fronte a storie mai lette che reggono l’urto del tempo. Per altro con una certa commozione vi riporto un dialogo che avevo avuto con Federico Memola a maggio del 2019 nel gruppo L’avventura a fumetti da A(dam) a Z(agor). Dopo aver riletto La Stirpe di Elän (la cui ristampa in balenotteri ad hoc comincerà a settembre) e averlo scritto nel gruppo, Federico mi chiedeva se potevano ancora oggi essere apprezzate e che effetto potevano avere su un nuovo lettore. 

Caro Federico… funzionano e anzi funzionano molto bene e credo più di tante altre cose per la loro immediatezza, pulizia e gusto per l’avventura e il mistero!

 

Gino Vercelli

 

Questa nuova riedizione presenta le prime due storie e mezza apparse su Zona X scritte da Memola, Vincenzo Beretta e disegnate da Gino Vercelli, Giancarlo Alessandrini e Roberto Zaghi. Nomi importanti ed apprezzati e anche caratterizzati da uno stile che sa essere realistico e anche umoristico in una sola parola fumettistico! 

Dal punto di vista narrativo ci troviamo di fronte ad una struttura molto particolare. 

 

Il prologo di Memola

 

La storia di Memola (Dieci secondo per morire) è un prologo o meglio un prodromo. E la scelta è coraggiosa perché nel primo episodio della Magic Patrol… non c’è la Magic Patrol e solo proprio nell’ultima pagina capiamo qual è il collegamento con la miniserie. La storia disegnata da Vercelli è di quelle ad alta tensione e ruota attorno al tema chiave degli Esper. Memola poggia su tanta mitologia mysteriana e in particolare lega la sua miniserie strettamente con il mondo di Altrove e degli Uomini in Nero. Si mettono così in chiaro quali saranno i contendenti in lotta. Belli i disegni di Gino Vercelli che mescola nella tavola anche qualche riferimento ai comics americani e ai manga (ma il passaggio in questo caso è probabilmente filtrato in Bonelli dalle coeve esperienze in Nathan Never).

 

Alessandrini

 

Le storie di Beretta

 

La palla passa a Vincenzo Beretta che come ho detto sopra di fatto è insieme a Alfredo Castelli l’ideatore della Magic Patrol e il curatore della vicenda nel suo sviluppo complessivo. La prima storia di Beretta e Alessandrini (disegni strepitosi) è di fatto il prologo o per fare un paragone con il mondo dei supereroi marvel è come il Giant Size Annual 1 degli X-Men che dà il via alla lunghissima run di Chris Claremont. Ci vengono dati gli ingredienti, ci viene data l’azione, ci viene dato il dramma, ci vengono dati tanti personaggi e nelle pagine a disposizione ne approfondiamo due in particolare. E con un’altra scelta innovativa in Bonelli si tratta di due donne schierate da parti opposte. Una (Antonietta Fernandez) in prova alla Magic Patrol e ad Altrove, l’altra (Miss Norton) in cerca di fama e di gloria nelle file degli Uomini in nero (un gruppo che in questa miniserie viene ulteriormente umanizzato e reso interessante).

Come dice Luca Del Savio nella postfazione al volume, Beretta conosce bene i ritmi delle spy stories e ad essi unisce la capacità di racconto di chi ha fatto ‘ruolare’ tante persone in anni da master dei GdR. C’è divertimento, c’è allegria e gusto per le sorprese e c’è ovviamente dramma e mistero. La cura nel dare sfondo ai personaggi non ha da invidiare nulla alle grandi serie e subito alcuni ci entrano nel cuore (Antonietta su tutti!).

 

Roberto Zaghi

 

La seconda storia di Beretta e Zaghi (Lo shuttle perduto) è divisa tra questo numero e il prossimo (le prime storie non sono infatti di 100 tavole ma sono più lunghe come era tipico nella struttura di Zona X) e per ora serve a mettere sul piatto gli ingredienti del mistero. Ne parleremo più diffusamente nel prossimo numero (e ovviamente facendo finta di non conoscere la vicenda che abbiamo letto più di 20 anni fa!).

La copertina di Raho

 

Da ultimo e come al solito da primo: la Bonelli sceglie di offrire ai lettori una bellissima copertina inedita ad opera di Rosario Raho. La scelta è azzeccata anche se forse rispetto al roboante sottotitolo dell’editoriale di apertura scritto da Castelli (la prima squadra di supereroi Bonelli) direi che… è soprattutto la copertina ad essere totalmente immersa in questa idea! In ogni caso la Bonelli sta sperimentando un ottimo copertinista che potrà dare tante soddisfazioni.

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