Geni all’estero – Le Mur di Mario Alberti

Scritto da Paolo M.G. Maino

9 Feb, 2020

L’arte italiana è sinonimo di eccellenza nel mondo da Cimabue e Giotto in poi e pur con momenti di maggiore o minore splendore è evidente che ‘creatività’ faccia rima con ‘italianità’. 

Anche nella tradizione della nona arte la scuola italiana vanta un nome riconosciuto in tutto il mondo sia per i personaggi inventati da autori italiani (Tex, Corto Maltese, Zagor, ma anche tanti personaggi della produzione Disney italiana) sia per il grado di apprezzamento di scrittori e disegnatori per fumetti (la famiglia Bonelli, Pratt, Manara, De Luca, Magnus, Ticci, Villa, Stano, Boselli, Berardi, Milazzo… ma l’elenco è davvero infinito).

Le leggi del mercato e le scelte anche politiche non sempre però ultimamente hanno valorizzato a dovere questa creatività e allora come spesso accade in tanti ambiti anche per il fumetto si assiste da tempo alla ‘fuga di cervelli’ verso committenti esteri (due mercati su tutti: i comics americani e la bédé francese). 

Inauguriamo quindi una nuova sezione del nostro blog che abbiamo deciso di intitolare Geni all’estero. Parleremo di autori italiani e delle loro opere. Ma sempre con lo stesso nota bene: quello che leggiamo e quello che studiamo!

 

 

Geni all’estero – Le Mur di Mario Alberti

 

Si parte con un autore conosciuto e ammirato in tutto il mondo: Mario Alberti (in Italia ricordo il mitico secondo nathaneverone, il primo numero e le copertine della serie Senzanima, due cartonati alla francese di Tex) che collabora con DC Comics e da anni ormai lavora con editori della bédé. 

Il fumetto di cui vi parliamo oggi è Le Mur edito dalla rinomata Glenàt Editions ma presto disponibile anche in Italia con Star Comics.

Il soggetto è di Antoine Charreyron, ma per il resto Mario Alberti si è mosso per la prima volta da autore completo scrivendo la sceneggiatura e realizzando poi disegni e colori.

Nell’introduzione Charreyron racconta lo spunto per l’idea: nel 2011 l’allora presidente Nicolas Sarkozy propose la creazione di un muro al confine di Ventimiglia per impedire il passaggio di clandestini dal nostro paese alla Francia e sempre negli stessi anni si è cominciato a parlare del muro tra Messico e Stati Uniti.

Quei fatti di cronaca che raccontano di tensioni e di chiusure hanno prodotto nell’immaginazione di Charreyron un soggetto pensato per un film o per una serie Tv e convertito poi in un progetto per il fumetto affidato a Mario Alberti. Come conclude Charreyron nella sua introduzione il fatto ironico è che quella becera guerra di dichiarazioni tra Italia e Francia nel 2011 si è trasformata ironicamente in un’opera artistica franco-italiana! Miracoli dell’arte! e Mercì Sarkozy!

 

 

La vicenda di Le Mur

 

Veniamo alla storia. Due bambini. Un fratello e un sorella. Solal e Eva. Lo scenario: un mondo post apocalittico dove il Mediterraneo si è prosciugato ma resta luogo di passaggio per raggiungere un luogo di speranza oltre un invalicabile Muro (da qui il titolo).

Solal vuole oltrepassare il Muro per aiutare la sorellina che soffre di una malattia respiratoria. Vuole salvarla e sa che oltre il Muro ci sono le medicine e la tecnologia che possono rispondere ai bisogni di Eva.

La storia procede in modo molto lineare e tra una scena di azione e incontri scopriamo questo mondo alla Mad Max dove vige la legge del più forte e ciò che conta è avere armi e resti di tecnologia funzionante. 

Solal, pur giovane (13 anni?), ha delle competenze da meccanico molto sviluppate, è deciso e non si ferma davanti a nulla per il bene della sorella Eva, una bambina altrettanto sveglia e intraprendente. 

I due incontrano, come è naturale, nemici e amici sul loro percorso e la strada per il muro si rivela tutt’altro che semplice. 

Il legame tra di loro è uno dei due fuochi narrativi principali della trama oltre ad esserne motore e scopo. L’altro fuoco è proprio lo svelarsi dell’ambiente di quel mondo lontano (che ha poi mille punti di contatto con il nostro).

Non aggiungo altro alla trama salvo dirvi che le canoniche 48 pagine dei fumetti bédé sono un mix di tensione che non lascia tregua e che si respira anche nei momenti di apparente calma. La conclusione ha poi un effetto a sorpresa davvero pregevole reso ancora più efficace da un accorto uso dei colori che dalle tinte giallo-ocra sabbiose e polverose virano su colori freddi e metallici, altro pezzo di bravura di Mario Alberti.

 

 

I disegni e i colori di Le Mur

 

Il disegnatore ci offre una prova maiuscola che si appoggia su immagini note (Mad Max, The Road, ma penso anche alla tradizione di fantascienza dei manga o anime giapponesi e del resto Alberti ringrazia Miyazaki il cui realismo visionario trasuda nelle pagine di Le Mur) ma con una freschezza di novità che non è appesantita da giochi di citazioni.

E poi non c’è un particolare fuori posto e l’alternarsi curato di giochi di luci e ombre e soprattutto di inquadrature ci restituiscono la forza narrativa della nona arte.

Se mi posso permettere vorrei citare alcune immagini davvero notevoli: il Mediterraneo in secca pieno di relitti di navi (come oggi tristemente il lago d’Aral) che occupa tutta la fascia alta delle pagine 10-11 (ne vedete metà nel preview della pagina 10); la comparsa del gigantesco Muro che incombe anche su noi lettori con una azzeccatissima inquadratura dal basso nelle pagine 28-29 e la conseguente lotta tra l’ipertecnologico e l’artigianale tra le velocissime ‘esche’ (les appàts… come verrà tradotto?) e il gigantesco robot Cerberus; infine il cambio di scenario a pag.43 con una splash page che ci fa entrare con il protagonista in una nuova realtà.

Ora se volete… procuratevi la versione in francese, altrimenti aspettate solo poco più di un mese per l’edizione Star Comics che mi auguro sia altrettanto valida per carta, formato, stampa (e anche per il lettering che nell’originale è curato da Marina Sanfelice garanzia di chiarezza e perfetta sinergia con le immagini).

 

Al prossimo appuntamento con Geni all’estero e con tutti i nostri articoli di FumettiAvventura.

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