Sognando California – Mister No Revolution n.3 (febbraio 2019)

Scritto da Francesco Benati

3 Feb, 2019

Da pochissimi giorni è uscito in edicola il terzo albo di Mister No Revolution intitolato Sognando California, pubblicato dalla Sergio Bonelli Editore sotto la nuova etichetta Audace. I testi sono di Michele Masiero, i disegni di Matteo Avallone e i colori di Giovanna Niro e Stefania Aquaro.

Dopo essere rimasto folgorato dall’edizione libraria di Vietnam, tra l’altro recensita qui, mi ero ripromesso di non seguire la versione da edicola. Insomma, se devo fare il ricco snob tanto vale farlo fino in fondo, no?
Questo fioretto è andato bene per i primi due albi che riproponevano in formato Audace la storia di Vietnam, ma quando ci siamo avvicinati all’uscita di questo terzo libretto, che proseguiva la storia con qualcosa di inedito, la mia sicurezza ha iniziato a vacillare e alla fine non ce l’ho fatta più e l’ho preso.
Essendo io snob e chic, acquisterò anche la versione libraria, tiè!

 

Sognando California – Mister No Revolution n.3

 

Soggetto e sceneggiatura: Michele Masiero

Disegni: Matteo Avallone

Copertina: Emiliano Mammucari

Colori: Giovanna Niro e Stefania Aquaro

Diciamo subito che a me Mister No Revolution è piaciuto sin da subito nonostante la sua lontananza dal Mister No classico creato da Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli) e da Gallieno Ferri, anzi, forse mi è piaciuto proprio per questo. Una riscrittura nuova e moderna del personaggio realizzata da uno che quel personaggio lo ha personalmente seguito per anni, ovvero l’attuale Direttore Editoriale Michele Masiero.
Riassunto degli episodi precedenti: il giovane Jerry Drake vive a New York nel 1967 e sbarca il lunario come lavapiatti. Intreccia una romantica storia d’amore con Maryann, giovane ragazza vittima della tossicodipendenza. Tutto cambia quando Jerry riceve la lettera di reclutamento. Sono gli anni della guerra in Vietnam e il ragazzo è chiamato a prendere le armi per andare a sparare dall’altro lato del mondo.
Sinossi di Sognando California: Jerry Drake è tornato a casa e si trova anche qui a dover fare i più disparati lavori per sopravvivere. Disilluso, ma non cinico, entra in contatto con la cultura hippy dell’epoca e con un professore affiliato alle Black Panther. Contemporaneamente alcuni flashback ci mostrano la sua adolescenza nella casa dello zio violento.

Dopo Vietnam, che è servita come rivisitazione del passato di Mister No da soldato, con questa storia entriamo finalmente nella mitologia del Jerry Drake tradizionale (ne parlerà, di comune accordo, il padrone di casa Paolo Maino) con una lunga serie di chicche che faranno felici, si spera, i lettori di vecchia data.

 

Masiero ci restituisce, in maniera lucida, il disorientamento della comunità hippy un anno dopo l’esperienza fugace della summer of love, ovvero il periodo in cui San Francisco è stata il centro della controcultura americana, periodo tanto intenso quanto rapido e del quale non è rimasto altro che una eco sbiadita.
In questo scenario si muove un Mister No sempre in bilico tra la disillusione e l’idealismo scanzonato che lo ha sempre contraddistinto. Il personaggio non ha il perenne sorriso della versione classica di Guido Nolitta, ma in fondo ciò è comprensibile per il fatto che Masiero non è Nolitta e che le atmosfere in cui è calata la storia renderebbero fuori luogo quel tipo di umorismo. Per intenderci, non c’è Mister No che canticchia When the saints go marching ad ogni pie’ sospinto, ma un’immagine simile stonerebbe con il tono della storia raccontata.
Bisogna dire, a difesa di Masiero, che ci stiamo avvicinando in punta di piedi alla genesi di Mister No come lo conosciamo. Basta vedere l’anticipazione della copertina del quarto numero.
Parliamo ora dei disegni di Alessio Avallone. Dopo essere stato per anni alla corte di Roberto Recchioni su Orfani, Avallone è transitato su questo nuovo progetto e ha lavorato benissimo. La fisionomia dei personaggi, in particolare di Mister No, è ben riuscita e sembra migliorare di pagina in pagina. Particolarmente interessanti sono le scene del flashback nella campagna americana, con i suoi ampi spazi aperti ricchi di rimandi alla vecchia frontiera. Il formato Audace valorizza meglio il suo lavoro rispetto a un Bonelli normale, ma per una migliore resa dovremo aspettare l’edizione cartonata in arrivo fra qualche mese. I suoi personaggi sono un po’ troppo puliti per i miei gusti, ma in fondo si tratta del suo stile e senza dubbio il colore ha aiutato.

 

 

E riguardo al colore, non posso fare a meno di rimarcare ogni volta che, almeno su certe pubblicazioni, la Bonelli ha abbandonato la classica idea de il cielo è azzurro, l’erba è verde, come amo sempre ripetere, optando invece per un colore vivo, che è funzionale alla storia narrata e che non fa da mero riempimento.
Insomma, questo primo albo (il secondo chiuderà la storia e uscirà a marzo) mi è piaciuto davvero molto e confido che anche il prossimo prosegua sulla stessa linea. Più di tutto, è la stessa miniserie che per ora sta risultando molto convincente e spero che tanti lettori, anche i più critici, finiscano per ricredersi circa certi preconcetti riguardanti il rapporto tra quest’opera e il Mister No tradizionale.

 

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