Odissea nel futuro reloaded

Scritto da Manuel Enrico

19 Nov, 2018

Un anno fa usciva la riedizione a colori di Doppio futuro, il primo dei nathanneveroni. All’epoca la perplessità principale era come sarebbe stata la lettura, dopo anni, di questa incredibile storia in una nuova veste grafica, in cui la tipica bicromia della serie avrebbe lasciato posto alla colorazione. Non farò spoiler dicendo che le tavole di Roberto de Angelis sono state rispettate e valorizzate ottimamente da Daria Cerchi, come può testimoniare chi ha letto il volume.

 

Odissea nel futuro reloaded

Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra

Disegni e copertina: Mario Alberti

Colori: Dario Cerchi

Quello che sembrava un esperimento solitario si è invece riproposto, dando vita ad un volume, ovviamente a colori, che ripropone il secondo nathannverone, Odissea nel futuro uscito in anteprima a Lucca e a fine novembre disponibile in tutte le librerie. All’epoca, la storia scritta da Antonio Serra si presentò come un nuovo capitolo della saga dei Tecnodroidi, una delle più lunghe e strutturate della storia di Nathan Never, ma con il coraggio di essere quasi un nuovo punto di partenza.
Serra creò una narrazione in cui i viaggi nel tempo, cardine della saga dei Tecnodroidi, ci consentisse di scoprire anche il passato di alcuni punti fermi del mondo di Nathan (come l’Organizzazione giapponese vista in azione in L’orrore sopra di noi, oltre che nella saga di Atlantide), dando ulteriore consistenza alle fondamenta della storia dell’agente Alfa.

 

 

Fu una lettura particolare, all’epoca. Nathan rimane quasi al margine degli eventi, il suo animo spezzato (come si scopre in un flashback) lo ha allontanato dall’eroe delle Guerre dei Tecnodrodi, rendendolo incredibilmente vicino allo spirito di quel Nemo a cui rubò il suo nome in codice. Odissea nel futuro è un esempio di scrittura, in cui il riepilogo degli eventi pregressi ed una nuova partenza convivono in modo perfetto, accontentando sia gli appassionati della serie che chi gli si avvicina per la prima volta. Per me che ero già un fedele lettore del Musone, quell’avventura fu un colpo al cuore, vedere Nathan così freddo e distaccato, mentre figure a lui care cercavano di scuoterlo, aiutandosi anche con l’arrivo di Susan. Fu soprattutto il vedere le perdite, la celebrazione del loro addio a colpirmi, così vicino all’immaginario di Verne, citazione delicata che serviva a veicolare una sensazione, specialmente ai lettori dello scrittore francese, una conoscenza condivisa tra lettore e autore per dare forma all’animo tormentato di Nathan.

 

 

Personaggi come Susan Strong, scene di battaglia che sono omaggi alla letteratura d’avventura classica e dialoghi mai banali sono i punti forti di questa storia, che giustamente viene riproposta in un’edizione da collezione, in cui sono esaltati anche i bei disegni di un maestro del calibro di Mario Alberti. L’idea di offrire in una nuova veste grafica classici bonelliani è stata spesso criticata, ma si tratta non di un semplice modo per spremere nuovamente denaro ai collezionisti, ma di un modo nuovo di coinvolgere nuovi lettori, che magari non hanno mai avvicinato il fumetto seriale perché erroneamente considerato di poco conto. Racchiudere storie come questa in un volume da libreria è una scelta apprezzabile, soprattutto perché all’interno è contenuta non solo la genialità del vulcanico Serra, ma anche la mano felice di uno dei migliori disegnatori contemporanei: Mario Alberti.
Alberti non solo ritrasse con il suo solito, emozionante tratto le espressioni più dure e sofferte di Nathan, ma riuscì a creare delle tavole in cui il dinamismo della scena e la componente emotiva ne venissero esaltate. L’emersione del Nautilus o il tragico scontro che segnò profondamente Nathan mancano solo del suono, per essere pura estasi.

 

 

Curiosamente, il punto di massima bravura di Alberti su Odissea nel futuro coincide anche con la vetta artistica di Daria Cerchi: le tavole ‘giapponesi’. Nel presentare il passato scontro tra tecnodroidi e forze del Giappone Feudale, viene presentata l’origine di tre personaggi unici e per farlo si è scelto di ricorrere allo stile delle stampe giapponesi tradizionali.
Mario Alberti ha ricreato perfettamente quello stile unico, dando anche il sentore di non sfogliare semplicemente un fumetto ma di avere tra le mani una preziosa pergamena! Anni dopo, Daria Cerchi ha dovuto seguire lo stesso spirito nel dare colore a questa parte di Odissea nel futuro, conferendo delicatezza cromatica ad un intenso racconto di origini.

 

 

Entrambi gli artisti, ad anni di distanza, hanno saputo dare pieno vigore all’inventiva di Serra, rendendo Odissea nel futuro un capitolo essenziale nel mito di Nathan Never. Grazie ad Odissea nel futuro, un lettore digiuno di Nathan Never potrebbe scegliere di leggere solo la Saga dei Tecnodroidi ed avrebbe comunque una base solida e completa per potersi godere al meglio una stupenda avventura fantascientifica a fumetti!

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