Five Fingers di Luca Barbieri (Libri & Fumetti)

Scritto da Paolo M.G. Maino

27 Ago, 2018

Inauguriamo con questo articolo una ulteriore sezione del nostro blog – Libri & Fumetti – in cui ci occuperemo di testi di narrativa in prosa che hanno legami forti con il fumetto. Cosa si intende per ‘forti’? Che siano romanzi o storie brevi inedite che raccontano vicende di personaggi dei fumetti (come i romanzi Young Adult della Bonelli o quelli di Dragonero) oppure che siano stati scritti da sceneggiatori di fumetti che  si sono cimentati anche con testi in prosa (e qui i nomi da citare sono tanti, ma ne faccio solo un paio: Gianfranco Manfredi e Pasquale Ruju).

 

Five Fingers

Autore: Luca Barbieri

Editore: Meridiano Zero

Costo: € 10,00

Luca Barbieri è redattore in casa Bonelli, nonché editor della serie fantasy Dragonero per la quale sta dando un contributo importante in supporto a Enoch e Vietti e a tutto lo staff dei disegnatori (ma darà un contributo importante anche in veste di sceneggiatore con una storia per la serie Senzanima della neonata linea Audace), ma oltre a questo è da sempre un grande conoscitore del genere e di tutto il mondo del western. Non a caso è lui il principale autore in collaborazione con Graziano Frediani e Luca Boschi di quell’importante volume sempre edito da Bonelli: Storia del West – La realtà e la leggenda nel capolavoro a fumetti di Gino D’Antonio. Ed è a partire da questa conoscenza approfondita del mondo della frontiera americana unito ad un certo gusto per l’horror (oltre a mille conoscenze sui pistoleri, Barbieri ne ha anche molte sui licantropi…) e per un realismo crudo alla Cormac McCarthy o alla Lansdale per la letteratura o alla Peckinpah e o all’Eastwood de Gli Spietati che nasce Five Fingers, edito da Meridiano Zero.

 

 

Si tratta di una raccolta di cinque storie di ambiente western unite da una tenue cornice: ogni storia rappresenta un certo significato simbolico delle cinque dita della mano a partire dal più piccolo, il mignolo, per arrivare al pollice. E ogni storia è introdotta da una pagina in corsivo in cui il narratore ‘spiega’ questi significati simbolici, ma lo spazio dell’interpretazione è lasciato al lettore attento!
L’antologia di racconti spazia dal western-horror legato alle tradizioni magiche dei tanti popoli indiani a storie che descrivono il crepuscolo dell’epopea del selvaggio west e non manca anche una bellissima storia che al suo interno ne contiene altre tre in una struttura che ha origini antichissime nella letteratura occidentale se pensiamo al Decameron di Boccaccio.
E in così tanta varietà di sottogeneri e situazioni Barbieri è bravo a dare unità all’antologia grazie ad uno stile graffiante, duro che però sa usare la giusta ironia quando serve oppure che è in grado di accompagnare il lettore al momento di massima tensione così atteso eppure così inaspettato.

 

 

Ho amato molto il secondo racconto (l’anulare) con la sua struttura ad intarsio e con il suo unire il magico e il folklore popolare pieno di superstizioni o semplicemente di credenze pagane al classico racconto western della caccia all’uomo: ma il nedtahe («si tratta della peggior razza di lerci assassini figli di puttana che l’inferno abbia mai vomitato su questa terra») che la compagnia di soldati stanno inseguendo dopo che questi ha rapito la donna del comandante della guarnigione è tutt’altro che un osso facile e a poco a poco la domanda che sorge (insieme all’odio per il nedtahe) è su chi sia davvero la preda! Un racconto che tiene una tensione altissima fino alla fine tenendovi incollati alla lettura.
Barbieri è molto bravo nel lavoro di mimesi e lo dimostra nei racconti in prima persona o nell’uso di dialoghi fatti di botta e risposta secchi senza ulteriori commenti oppure con meccanismi da discorso indiretto libero, magari indicato dal corsivo come nel racconto Il pollice che affronta un classico dell’horror (qui in ambiente western ovviamente) ovvero lo scontro con una evanescente e mitica ‘cosa’ dalla forza disumana e dalla violenza inaudita.
Commovente e nello stesso tempo ironico il racconto centrale (Il medio) che descrive il crepuscolo di un pistolero formidabile che ha fatto la storia del west e che ora deve affrontare un nemico che non può sconfiggere: un cancro. Fama e successo cosa  valgono di fronte alla morte? E come deve essere la morte di un grande pistolero?
Aggiungere altro sarebbe un delitto punibile con il diventare preda di un nedtahe (opss….), quindi l’unica cosa che mi resta da fare è invitarvi a leggere questo piccolo libro, veloce e gustoso adatto a chi ama il genere western, a chi ama la storia, a chi ama la schiettezza degli spazi sconfinati del west americano, a chi ama – per che no? – le storie di Lovecraft… incuriositi? Spero di sì.
E dopo averlo letto forse anche voi vi direte: bello ed essenziale il lavoro di Barbieri come editor di Dragonero, ma speriamo possa trovare del tempo per raccontarci altre storie e attendiamo con molta curiosità la sua storia per Senzanima, se avrà soltanto metà della immediatezza e della franchezza di Five fingers sarà un albo imperdibile!

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