Missione per un amico – Nathan Never 323 (aprile 2018)

Scritto da Manuel Enrico

25 Apr, 2018

Dopo un mese di attesa, finalmente in edicola è arrivato il secondo capitolo della storia che ha portato il nostro Agente Alfa nuovamente tra le stelle. Missione per un amico, il numero 323 di Nathan Never, è il finale dell’avventura iniziata in Sugli Asteroidi.

 

Missione per un amico – Nathan Never 323

Soggetto e sceneggiatura: Bepi Vigna

Disegni e copertina: Sergio Giardo

Il consiglio che mi sento di dare subito è di non farsi tentare dalla voglia di leggere il finale, ma di pazientare ancora un attimo e rileggersi prima l’albo precedente. La storia ideata da Bepi Vigna, infatti, va apprezzata al meglio leggendola tutta d’un fiato, un modo perfetto per cogliere al meglio tutte le sfumature della trama dell’autore sardo.
Non va dimenticato che con questo due di albi stiamo andando a toccare una parte fondamentale del mito dell’agente Alfa, il suo passato nei Fanti Spaziali. Per Nathan l’appartenenza a questo corpo è sempre stata un’esperienza che lo ha portato a confrontarsi con gli ambienti militari, anche durante la sua carriera di Agente Alfa. Sicuramente l’albo più legato a questa avventura è L’ultima onda, ma l’atmosfera che si respira, specialmente nei flashback, ci consente di rivedere un Nathan più giovane e privo di quelle ferite che lo caratterizzano in futuro.
E il passare degli anni, l’accumularsi delle esperienze e la perdita dell’illusione del mondo giusto sono elementi essenziali nel racconto di Vigna. Le ultime storie di Nathan firmate da Vigna hanno in comune il voler mostrare una società futura corrotta e vittima di giochi di potere, una linea narrativa che torna anche in Missione per un amico.

 

Se nell’albo precedente avevamo visto Nathan venire convocato per dare la caccia ad un suo ex-compagno d’armi reo di avere trafugato un’astronave sperimentale, con la conclusione andiamo a scoprire la verità dietro questo atto di tradimento.
Ron Murdock non mi era parso in Sugli asteroidi il tipo di militare che tradisce la propria arma, eppure la storia sembrava condurci in quella direzione. La verità che emerge in Missione per un amico aiuta a dare una maggior profondità a questo personaggio, che, pur rasentando un idealismo militarista troppo rigido, riesce a presentare un buon contrappunto a certe ombre nelle sfere militari.
Leggendo nella sua interezza questa storia, ho come percepito una certa similitudine con un’altra avventura spaziale di Nathan: Il giorno della Meteora. La scansione dei tempi, alcuni passaggi e soprattutto la conclusione sembrano esser modellati su quella tipologia di storia. Senza entrare nei dettagli, perché odio gli spoiler!

 

 

E personalmente, questa familiarità non mi è dispiaciuta. Richiamare un’impostazione narrativa che strizzi l’occhio ad una storia precedente può esser un difetto solo se non si riesce ad andare oltre alla citazione, se non si offre al lettore un qualcosa di nuovo ed emozionante con cui stuzzicarlo. Nel mio caso, questa emozione l’ho trovata nel confronto tra Nathan e Ron.
Il dialogo tra i due amici è stato reso al meglio, sia nel presente, nell’affrontare in modo differente la vita, che nel ricordo dei tempi dell’addestramento. Le storie che indagano nel passato di Nathan mi hanno sempre affascinato particolarmente, e avere la possibilità di veder un momento essenziale nella vita di Nathan Never da un’altra prospettiva è sicuramente un punto a favore di questa storia.
A questo vanno aggiunti i disegni di Sergio Giardo. Il disegnatore nuovamente ci accoglie con una copertina ispirata all’avventura cinematografica di Star Trek, ma il meglio lo ha tenuto per le tavole dell’albo. Sarebbe fin troppo facile addentrarsi in una spassionata analisi dei punti forti del suo tratto, come solitamente facciamo. Per Missione per un amico, Sergio ha ricreato, tra le altre, una sequenza che anni addietro era stata firmata da Stefano Casini: l’incidente di Randy Nash.
La versione Giardo dell’ultima bravata dell’amico di Nathan ha lo stesso carico emotivo, la stessa angosciante sensazione di tragedia respirate ai tempi de L’ultima Onda.
Vigna e Giardo, con questa storia in due parti, hanno saputo creare un ponte tra il passato, anche editoriale se vogliamo, e il presente di Nathan, dando un esempio di continuità che a volta, nelle storie di Nathan, è un po’ venuto a mancare.

In attesa del prossimo albo, Il segreto di Eve Lynam, possiamo consolarci con il nuovo maxi, Progetto Nemesi, che contiene una lunga, unica storia! Ma di questo parleremo presto!

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