Alla vigilia dell’uscita del nuovo Tex mensile, ecco la recensione de I regolatori, il volume che apre la storia doppia scritta da Claudio Nizzi e disegnata da Frederic Violante.
I regolatori – Tex n.784
Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Frederic Violante
Copertina: Claudio Villa
La sinossi in breve: su mandato dell’agente MacParland,Tex Willer giunge alla città di Kanonville nel Montana per scoprire cosa è accaduto a un agente Pinkerton scomparso e subito si trova di fronte a una scena raccapricciante: un uomo impiccato e accusato di essere un ladro di bestiame. In breve il ranger viene a sapere che la città è tenuta sotto il gioco di una cricca di affaristi guidata dal potente proprietario terriero Kanon con il supporto del suo braccio armato, la banda de “I regolatori” guidata dal colonnello Cavendish, e dello sceriffo corrotto Braddok. Per Tex inizia il momento di fare pulizia in città.
Esistono di quei soggetti buoni per tutte le stagioni e che, vuoi per un motivo o per l’altro, è difficile sbagliare del tutto. Quello del magnate assassinato nella villa di famiglia dove i sospettati sono la moglie e i rampolli, ad esempio; quello del gruppo di soldati inviati in una missione suicida dalla quale nessuno, o quasi, tornerà vivo; quello dell’amore contrastato fra due giovani di famiglie rivali o di opposta estrazione sociale; infine, quello della cittadina del West tenuta in ostaggio da un ricco ranchero e dalla sua schiera di pistoleri prezzolati.
Proprio su questo canovaccio, noto a qualsiasi lettore di Tex, anche al neofita, si innesta la vicenda imbastita da Claudio Nizzi, decano degli sceneggiatori Bonelli, e disegnata da Frederic Violante, qui al suo esordio sulla serie regolare.
Nizzi, come noto fra gli appassionati e come affermato da lui stesso, si è sempre trovato a suo agio con il lato più realistico e classico del western e per l’occasione ha scelto di far agire Tex in solitaria, senza pards. Si tratta di una scelta certamente minoritaria (quasi tutte le storie vedono in scena almeno il vecchio Kit Carson), ma che in questo caso si è rivelata vincente. L’assenza di Kit Carson ha drasticamente ridotto i siparietti comici e ha donato al lettore un Tex più vicino alla figura di un cavaliere solitario (per citare il celebre Texone di Nizzi e di Joe Kubert), un raddrizzatorti al limite dell’archetipico che giunge in città con l’aura del vendicatore.
Se le prove di Claudio Nizzi degli ultimi anni erano state inevitabilmente penalizzate dalla veneranda età dell’autore (Nizzi è del 1938) e dall’elevatissimo numero di sceneggiature prodotte in decenni di attività, qui ritroviamo un autore più brioso e quadrato, quasi ringiovanito. Nizzi, che per molti anni ha scritto Larry Yuma, è certamente navigato per quanto riguarda la figura del cavaliere solitario e raccontare Tex in questo modo lo ha galvanizzato in maniera piuttosto palese.
Alcune scelte di sceneggiatura di Nizzi che hanno fatto storcere il naso a parte dei lettori per anni (l’uso reiterato di alcuni clichés o trovate come le pistole inserite nei bastoni) sono del tutto sparite per lasciare spazio a una storia che, almeno per queste prime 110 pagine si svolge come un film western della vecchia scuola.
L’aspetto negativo, purtroppo pesante, è un eccesso di spiegazionismo (croce e delizia dei fumetti Bonelli) per il quale Tex spiega il motivo per cui si trova a Kanonville più volte lungo tutto l’albo, una scelta che a lungo andare mette a dura prova la pazienza del lettore.
Sul versante disegni, il lavoro di Frederic Violante è promosso su tutta la linea. Il suo stile chiaro e leggibile, fortemente debitore della fisionomia di Giovanni Ticci, è perfetto per la classicità della storia. I personaggi sono tutti espressivi e ben caratterizzati senza risultare caricaturali. In altre parole, leggendo la storia di Nizzi abbinata ai disegni di Violante si ha l’impressione di assistere a uno di quei film western di altri tempi che non stanca mai. Le strade di Kanonville e le praterie del Montana sono rappresentate con perizia e lasciano intravedere una carriera sulle pagine del ranger destinata a fiorire.
Si tratta solo del primo albo, d’accordo, ma per ora la storia merita di essere promossa. Vedremo cosa succederà con la seconda parte in arrivo fra poco.








0 commenti