Il calderone di Dagda – Dampyr n.284 (novembre 2023)

Scritto da Paolo M.G. Maino

16 Nov, 2023

Con Il calderone di Dagda Mauro Boselli chiude la storia doppia che riporta dopo molti numeri alla ribalta la sottotrama di Taliesin (che ho riassunto – spero efficacemente – in quattro puntate del podcast Il Fumetto: qui potete ascoltare la prima). Ma è una chiusura che sa proprio di prologo di una trama che ci accompagnerà nei prossimi mesi sempre saltando tra Dampyr del medioevo e Dampyr del presente.

 

 

Il calderone di Dagda – Dampyr n.284

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Nicola Genzianella e Dario Viotti

Copertina: Enea Riboldi

 

Che cosa è accaduto nel primo episodio? Lo sintetizzo: scopriamo come Taliesin è stato liberato dalla prigione di Konstantin e come nella fuga a perdifiato con con i suoi salvatori cioè i maghi gallesi Eidillig e Menw (che si sono prima presentati con le improbabili fattezze di Spog e Glaukos) abbia ottenuto un bel successo sul maestro della notte Konstantin e poi grazie anche all’intervento di Amber e Draka (Ambra e Draco all’antica) anche sui suoi Sarmati e non-morti. Abbiamo lasciato il gruppo mentre sta per svolgersi un combattimento all’ultimo sangue tra Draka e Phoros, il capo dei Sarmati.

Ma queste vicende del passato si ricollegano al presente dove nel cottage di Dolly MacLaine si trovano la stessa Dolly insieme a Harlan, Matthew Shady, Samantha King e il fidato Murphy. Harlan scopre che negli occhiali di Dolly è contenuto un pezzo del Calderone di Dagda e i pezzi del calderone sono ricercati dall’allieva più capace di Dagda, ossia la bella e letale maestra della notte Azara, e anche da Vassago.

 

 

Che cosa troviamo in questo secondo episodio? Tanta azione ma questa volta in proporzioni ribaltate: molta di più nel presente e meno nel passato. Ci sono dei momenti davvero molto intensi (l’incontro – di fatto il primo consapevolmente – tra Essylt (Isotta) e suo padre Taliesin e il ricordo da parte di Amber della morte di Drustan già raccontata in D199); e come dicevo c’è molta azione con le macchinazioni davvero astute di Azara che dà l’impressione come solo Nergal, Van Henzig e Marsden di poter colpire da vicino Harlan e i suoi compagni, ma per ora mantenendo un atteggiamento neutrale senza dichiarare guerra aperta al Dampyr (in virtù – unico spoiler reale – di una antica amicizia con Amber).

 

 

Boselli ci dà quello che speravamo: tornano i cattivi-cattivi, torna una saga lunga e modellata sulle questioni antiche, tornano i luoghi onirici e i mondi da sogno che tanta parte avevano nelle saghe dell’antica Britannia e che in Italia sono state riproposte da uno degli autori preferiti da Boselli, ossia Ariosto (mi riferisco al Castello di Atlante ad esempio). E poi chiudiamo la lettura con quel sano sapore di attesa per quello che deve avvenire (e io in particolare attendo di sapere chi sia il ‘Lui’ di cui parla Bedwyr rivolgendosi ad Amber nel castello di Araxe a p.87).

 

 

E tutta questa ricchezza ci è offerta da due disegnatori bravissimi.

Dario Viotti continua a raccontarci come nel suo esordio in D196 le storie del passato e ci offre la precisione delle location unite al dramma dei personaggi (guardate e riguardate il dialogo tra Taliesin e Essylt nella notte e perdetevi nei capelli di Nicole Kidm… scusate di Amber!).

Nicola Genzianella è al solito una sicurezza granitica. La tensione, il racconto delle sensazioni sottopelle, l’esplodere dell’horror vampiresco… non c’è alcuna caratteristiche del racconto di Dampyr che non sia perfettamente controllata dalle matite e chine di Genzianella e anche lui ci offre una glaciale Azara di cui non sappiamo se innamorarcene o averne terrore per quello che potrebbe fare. 

 

Ora attendiamo dicembre con una uscita sanguinosa nel mondo dell’opera tanto amato da Claudio Falco che con i disegni di Andrea Del Campo chiude l’annata (ottima) dampyriana!

 

 

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