Ritorno a Yorvolak – Dampyr n.267 (giugno 2022)

Scritto da Paolo M.G. Maino

22 Giu, 2022

Dopo che la telecamera ha sostato su Draka senior, questo secondo numero de Le Origini si concentra di fatto esclusivamente su Harlan (sì ci sono anche Tesla e Kurjak, ma la copertina è un po’ ingannevole). Ripercorriamo e scopriamo alcuni momenti dell’infanzia e della lunga gioventù di Harlan fino ad arrivare a Yorvolak e all’incontro appunto con la non-morta e il soldato che legheranno indissolubilmente il loro destino a quello del Dampyr, o meglio di un Dampyr che scopre solo alla fine di essere tale.

Continua con un altro ottimo numero la miniserie ideata e sceneggiata da Mauro Boselli per i disegni dei più amati e storici disegnatori della ventennale saga dell’ammazzavampiri di casa Bonelli. Se la cornice praghese tocca sempre a Luca Rossi (che però ci racconta di nuovo anche le vicende di D.51 Tre vecchie signore), questa volta la parte da leone a Majo e Dotti che si dividono equamente le tappe di avvicinamento alle vicende del numero 1.

 

Ritorno a Yorvolak – Dampyr n.267

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Luca Rossi, Majo, Maurizio Dotti

Copertina: Enea Riboldi

 

 

Rivediamo la permanenza di Harlan a Londra e il rischio di incontrare Lord Marsden che viene sviato da Draka senior, rivediamo il vagabondare senza meta nella Jugoslavia ferita dalla guerra dell’ormai 50enne futuro Dampyr e soprattutto assistiamo al primo incontro con Yuri, il tutto condito da incubi e visioni che l’inconsapevole protagonista fa fatica a interpretare anche perché in qualche modo anche Draka senior lo tutela dallo scontrarsi subito con il suo destino.

E poi da p.60 ci ritroviamo nelle vicende de Il figlio del diavolo, ma è una ripetizione piena di sfumature e leggere differenze perché come ci informa Boselli nell’editoriale: «La storia è la stessa: cambiano solo minimi particolari, come succede nella memoria quando trascorrono più di vent’anni dagli avvenimenti. In questo caso, è Harlan stesso il narratore. Forse ricorda male lui. O può essere che invece chi raccontò il numero 1 avesse accesso al altre informazioni… Ma sono bazzecole».

 

 

Nulla può togliere il primato a quel numero 1, esattamente come del resto le pagine recenti della nuova serie Tex Willer che ripercorrono la vicenda de Il totem maledetto non possono competere con il fascino e il primato del numero che è diventato storia (o forse Storia?). Ma l’operazione del riempire e spiegare quello che era rimasto non detto o che, con gioco letterario e arguto, non si poteva allora raccontare, è un’operazione gradevole e divertente sia per i vecchi sia per i nuovi lettori (e mi auguro ce ne siano anche per Dampyr come succede per chi si è avvicinato a Tex tramite Tex Willer).  

L’incontro con Kurjak, il tono strafottente e disincantato da ciarlatano, la notte all’aperto ad aspettare i vampiri e poi lo scontro con Tesla… è tutto storia, ma questo nuovo racconto aggiunge a distanza di tempo il sapore dell’evento che cambia la vita.

 

 

Sul fronte dei disegni, come già detto, siamo al cospetto degli autori più amati, abbiamo il ritorno dopo anni di Maurizio Dotti, di nuovo Majo e a fare da cornice la Praga magica di Luca Rossi. Potete immaginare qualcosa di meglio? Onore in particolare a Dotti che dopo anni riprende in mano Harlan e co… e sembra passato un giorno! Da rifarsi gli occhi!

 

 

Boselli ci ha messo in guardia dal fare i confronti… ma siccome ce lo ha detto vuol dire che forse vale la pena farlo e farlo in modo filologico.

 

Il confronto tra D1 e D267

 

Innanzitutto diciamo che si tratta di una importante riscrittura come battute pronunciate e come inquadrature. Innanzitutto le tavole usate ui sono 35 (da pagina 60 a pagina 94) mentre nel numero 1 la stessa sequenza di avvenimenti occupa 44 tavole. Giustamente c’è maggiore sintesi. Lo faccio con ironia e senza fare troppo il ‘precisino’ (ovvero citando solo quello che mi ha fatto riflettere o sorridere e non tutte le differenze).

Alcuni dialoghi sono dei calchi con qualche variazione che vi illustro con lo schema D1 frase x > D267 frase xy dove in ‘grassetto’ metto l’elemento aggiunto e differente.

  • Yuri: «State indietro, state indietro. Lasciate lavorare Dampyr» > «Indietro, lasciate lavorare il grande Dampyr» (insomma dopo 20 anni, direi che l’aggiunta dell’aggettivo nella memoria di Harlan, è il minimo!)
  • Harlan nel numero 1 chiede perdono alla defunta di quello che sta per fare mentre in D267 lo fa dopo averla già trapassata con il paletto di frassino.
  • Destro o sinistro? Lo ‘scherzo’ di Harlan a Kurjak si chiude con un pestone che il soldato dà ad Harlan, ma in D1 è una sberla di sinistro, mentre qui è di destro. Forse più corrispondente a verità visto che Kurjak non è mancino.
  • Kurjak: «Allora fuori la verità!» Harlan «Sono tutte balle! Ecco la verità. I vampiri non esistono! E io non sono un dampyr! Si tratta solo di una superstizione popolare! […] Un modo come un altro per fare quattro soldi!» > Kurjak: «Dunque qual è la verità?» Harlan: «Non la indovini genio? I vampiri sono una balla… infestano i film di Hollywood! E io faccio quel che faccio per spillare un poi di quattrini ai creduloni come te» (un’altra sintesi in una vignetta di quello che ne occupa 3/4 nell’originale.
  • la mattina successiva allo scontro, Tesla è legata chiusa in Chiesa al riparo dalla luce, ma in D267 è stata messa da Harlan in una sorta di cripta sottoterra. C’è quindi una location leggermente differente e credo tutto sommato più sensata per evitare in tutti i modi l’arrivo di raggi diretti del sole
  • ma forse le più significative differenze le troviamo nella scena nel bosco dove gli ex-compagni di Kurjak e il proverò Yuri vengono assaliti da Gorka e dai suoi non-morti. La scena in D1 è di fatto una scena action con aspetti splatter, mentre qui assistiamo a tutto il campionario delle apparizioni pieni di illusioni da parte dei maestri della notte unite alla capacità di mutare forma. Insomma si pigia sull’acceleratore del genere horror. Del resto chi è stato testimone di questa scena? Al massimo Harlan può averne avuto una qualche percezione e visione come si legge nella pagina finale di D267, ma come tutte le visioni di Harlan sarà stata sfumata e non precisa.

 

Al prossimo numero de Le Origini!

 

 

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