Opera mortale – Dampyr n.261 (dicembre 2021)

Scritto da Paolo M.G. Maino

4 Gen, 2022

Domani (5 gennaio) dovreste trovare in edicola il numero di gennaio 2022 del nostro ammazzavampiri preferito di casa Bonelli (vi ricordo che potete ancora votare le storie di Dampyr migliori per il 2021 per la grande classifica del FumettiAvventuraAward 2021, ossia la classifica di tutte le storie dell’annata Bonelli) e quindi senza tema di spoiler eccovi la nostra recensione del numero di dicembre, Opera mortale, scritto da Mauro Boselli (soggetto) e Claudio Falco (sceneggiatura) e disegnato da Simone Delladio alla sua seconda (o meglio dire terza… come terza? Scopritelo ascoltando il podcast Il Fumetto episodio 22).

Ma bando alle ciance e entriamo in medias res.

 

 

Opera mortale – Dampyr n.262

Soggetto: Mauro Boselli

Sceneggiatura: Claudio Falco

Disegni: Simone Delladio

 

Dopo la Hollywood degli anni venti/trenta, dopo un film maledetto proiettato a Parigi, dopo i tentativi di colpire il Dampyr nei suoi affetti (Kurjak e soprattutto Tesla), torna uno dei più recenti (e riusciti) Maestri della Notte: Van Henzig, Il bel tenebroso e colto arcivampiro che ha il volto di Benedict Cumberbatch (che dà il volto a Doctor Strange).

E la sua presenza è sempre sinonimo di illusione, inganno, finzione. Anche Opera mortale non contraddice questo leitmotiv, ma ovviamente la curiosità è la variante rispetto allo schema base.

Questa volta Boselli e Falco omaggiano il mondo dell’opera lirica attraverso delle messe in scena che dal copione originale virano sull’orrorifico e mirano tramite i loschi progetti di Van Henzig a colpire gli amici praghesi di Harlan. Perchè questa volta il maestro della notte attacca i nostri eroi proprio nel loro territorio dove generalmente si sentono più al sicuro.

 

 

Camminiamo quindi di nuovo tra i vicoli magici della capitale della Repubblica Ceca e – bisogna ammetterlo – per il giramondo Harlan vivere qualche avventura nella sua Praga ha un che di rigenerante e sicuramente lo ha per noi lettori. C’è Nikolaus, c’è la birreria di Mala Strana, c’è il Teatro dei Passi Perduti, c’è la nebbia che si alza dalla Moldava, ci sono gli spok eleganti di Nikolaus (li vedete in azione nella tavola di preview qui sopra)…

La storia come un’opera moderna procede per episodi o forse meglio dire per atti dove la posta in gioco si alza sempre di più fino allo scontro finale (ma sarà vero scontro, o Van Henzig lo eviterà come spesso accade all’evanescente maestro?). Poco importa tutto sommato perché il vero cuore di Opera mortale è proprio la varietà degli ambienti delle opere liriche che costituiscono la scena di altrettante trappole per Dampyr e amici.

 

 

Boselli e Falco hanno poi dalla loro per rendere le atmosfere magiche di Praga e dell’opera lirica le matite e le chine di Simone Delladio che dopo aver esordito sul numero D227 Pirati!, qui offre una prova maiuscola. Delladio è perfettamente a suo agio con Harlan, Kurjak e Tesla (bellissima) e cura i particolari con una precisione ammirevole. Sono tavole da ammirare e ri-ammirare per l’ennesimo ottimo disegnatore entrato negli ultimi anni alla corte Bonelli. Un altro artista pienamente padrone del chiaroscuro come è giusto per lo stile narrativo della saga di Dampyr così segnata da autori come Luca Rossi, Nicola Genzianella, Majo, Michele Cropera…

 

 

Un piccolo aneddoto su una scena che mi ha fatto saltare sul divano mentre leggevo: Tesla ad un certo punto mentre lotta fa un salto in alto mortale appoggiandosi con estrema eleganza sul dorso di un toro inferocito.

Un’immagine che mi ha immediatamente riportato alla memoria la danza con il toro dell’arte cretese! E Delladio dopo un mio post su Facebook mi ha confermato che ci avevo visto giusto. 3000 anni di storia dell’arte raccolti i due immagini. Questa è la magia (illusione?) di tante storie a fumetti!

 

 

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