Dragonero Chronicles: La muraglia dei Troll – Speciale n.5 (luglio 2018)

Scritto da Paolo M.G. Maino

9 Mag, 2021

Visto che il buon Luca Barbieri, eccellente editor delle serie di Dragonero, ne consiglia la rilettura nel suo Cronache della ribellione del numero 19 di Dragonero il Ribelle Il demone fuggiasco ho pensato di presentare un’altra tappa delle nostre a-periodiche Dragonero Chronicles con la mia personale rilettura de La muraglia dei Troll, lo speciale estivo del 2018 ora riproposto in una sontuosa edizione da libreria. E in questa rilettura lavorerò anche sul chiaro riferimento letterario a cui Stefano Vietti ha guardato nello scrivere la sceneggiatura e nel dare le indicazioni all’altrettanto bravo Gianluca Gugliotta, colorato dalla tavolozza magica di Piky Hamilton.

 

 

La muraglia dei Troll – Dragonero Speciale n.5 (luglio 2018)

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti

Disegni: Gianluca Gugliotta

Colori: Piky Hamilton

Copertina: Gianluca e Raul Cestaro

 

Veniamo al racconto dello speciale. Si tratta di una storia che fa da flashback drammatico alla battaglia campale dello scontro con le Regine Nere. Se vi ricordate (e sicuramente lo ricordate) in quella battaglia nella Piana dei Ciclopi ad un certo punto arrivano Troll che affrontano senza alcun danno il sole nascente. Ed è Gmor stesso alla fine della drammatica storia dello speciale ambientata qualche mese prima di questi avvenimenti a collegarli tra di loro nell’ultima battuta dell’intero albo «Quella faccenda non era per nulla conclusa e il finale lo vidi con i miei occhi […] in un luogo chiamato la Piana dei Ciclopi!» (pp.129-30).

Ma che cosa è accaduto ne La muraglia dei Troll? Ian, Gmor e Sera si recano nel regno dei Barbari del Nord di Raghnar (quello della ahimè dipartita Yannah, vedi DN Il Ribelle n.17) per indagare sulla strana presenza di Troll infuriati e dal comportamento fuori dall’ordinario (semmai si possa definire il comportamento di un troll…). Insieme ai tre l’impero manda Raim Dekra, un mago militare inquietante come tutti i maghi militari (ma a quella data – luglio 2018 – ne avevamo poca conoscenza tutto sommato).

La spedizione per scoprire il segreto di questi Troll, che nascono da uova di una montagna del Raghnar, è composta da uno «sparuto gruppetto» di 7 persone: i tre nostri eroi, il mago militare, Yannah, Kraim capo delle guardie del re e Dalgha, un nano dei navigatori sotterranei.

 

 

Dopo il prologo, il viaggio è di fatto diviso in tre momenti: un percorso lungo un fiume sotterraneo costruito dai nani che si conclude con l’incontro con demoni alati che separano Ian e Sera dagli altri compagni; la strada sotterranea di Ian e Sera in mezzo alle antiche vestigie naniche e di uno degli ultimi rifugi degli Elfi Neri fino allo scontro con una creatura che trasuda puro male; la riunificazione della compagnia dei 7 e lo scontro contro i Troll caratterizzato da una fuga a perdifiato e concluso dalla potente magia del mago militare.

Prima di mostrare l’evidente collegamento con Il demone fuggiasco (ma è uno Spoiler e quindi lo lascio in fondo ben chiaro per chi non volesse leggere), vorrei invece approfondire quanto dichiarato in apertura, ossia il riferimento letterario fonte di ispirazione per Vietti.

 

 

Il dialogo con Tolkien (e Peter Jackson)

Sparuto gruppo, viaggio nell’oscurità, vestigia naniche, racconti di passati di sofferenza, fuga a perdifiato… per chi mastica fantasy c’è una sezione de Il Signore degli Anelli che immediatamente emerge alla memoria: la discesa nelle miniere di Moria, il ritrovamento della tomba di Balin e del racconto drammatico della fine dei nani, la corsa a perdifiato inseguiti dagli orchetti/goblin fino al ponte di Khazad Dum e la fuga verso Lothlorien.

Certo… quanti racconti fantasy hanno questo sviluppo? Tanti, lo so. Ma in questo caso Vietti lavora anche su un doppio esplicito riferimento al testo di Tolkine e al film diretto da Peter Jackson.

Elenchiamo qui i più o meno scoperti parallelismi:

  • il nano Dalgha che guida la spedizione è indeciso ad un certo sulla direzione da prendere (p.53) esattamente come Gandalf nel cammino per i piani della miniere di Moria. E l’attesa di capire la strada è occasione narrativa di dialoghi importanti tra i personaggi delle due compagnie;
  • Ian si separa dal gruppo per aiutare Sera e ordina a Gmor di continuare la missione in modo simile anche se meno drammatico alla caduta nel vuoto di Gandalf trascinato dalla frusta di fuoco del Balrog;
  • Sera aiuta Ian a sceglier la strada grazie all’olfatto perché sente arrivare «aria più fresca […] odori di cose meno ammuffite» p.73, allo stesso modo l’indecisione di Gandalf sopra citata è risolta dal mago grazie proprio agli odori che giungono al suo naso «non amo l’odore della strada sinistra: vi è un’aria malsana» così dice lo stregone agli altri componenti della compagnia;
  • il racconto della morte degli Elfi Neri inciso nelle pareti del salone nanico in cui arrivano Ian e Sera è in parallelo con il racconto della morte di Balin e compagnia ne Il Signore degli Anelli (pp. 78-79);
  • e proprio in quel salone abbiamo la comparsa della creatura malvagia contro cui combatte Ian così come attorno alla tomba di Balin comincia lo scontro contro i goblin (e un troll anche) dei nove della Compagnia dell’Anello;
  • quando entrano nella montagna poco prima dello scontro con i Troll, Ian dice al gruppetto : «da qui si parla solo se è necessario e a voce bassa… i suoni corrono in fretta dentro la montagna», così il Gandalf della versione cinematografica di Peter Jackson invita al silenzio la compagnia dell’anello all’inizio del viaggio nell’oscurità;
  • tutto l’inseguimento finale dei Troll a Ian e compagni è una ripresa di immagine e scene della fuga al ponte di Khazad Dum soprattutto in questo caso nella versione del film proprio perché si può fare un parallelo di immagini.

Volete un’ultima conferma?

 

 

Attenzione: zona spoiler su Il demone fuggiasco

Allora con coraggio superate la zona spoiler per l’albo Il demone fuggiasco e continuate a leggere. Ma vi ho avvisato!

Lo scontro con la creatura di puro male frutto della sofferenza degli Elfi neri contro cui combattono Ian e l’Abominio Daron ha molti punti di contatto con la battaglia tra Gandalf e il Balrog. Due su tutti: la caduta nell’abisso avvinghiati e poi l’uscita sulla cima della montagna a rivedere il sole. Che dire? Vietti non solo ha voluto chiudere una trama lasciata aperta (introducendo per altro un nuovo e interessante personaggio), ma narrativamente ha voluto per me anche chiudere il debito nei confronti della lunga sequenza di Moria che parte ne La Compagnia dell’anello e si conclude ne Le Due Torri con i racconto che Gandalf Il Bianco fa a Aragorn, Legolas e Gimli.

Uno speciale splendido baciato anche dalle splendide tavole di Gugliotta e ora proseguito da un seguito altrettanto efficace e ricco di azione e mistero grazie ancora a Vietti visivamente reso grazie a matite e chine di Giuseppe Matteoni.

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