La Negra Muerte – Tex n.723 (gennaio 2021)

Scritto da Francesco Benati

26 Gen, 2021

Da circa un paio di settimane è in edicola La Negra Muerte, il nuovo Tex mensile edito dalla Sergio Bonelli Editore, terzo capitolo di una lunga saga iniziata due numeri addietro e che vede il celeberrimo ranger in camicia gialla uscire dai tradizionali scenari del vecchio West per un viaggio in Guatemala in compagnia dei soliti pard e del vecchio amico Montales. I testi sono di Pasquale Ruju e i disegni di Stefano Biglia.

 

 

La Negra Muerte – Tex n.723

Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju

Disegni: Stefano Biglia

Copertina: Claudio Villa

 

Facciamo un breve riassunto delle puntate precedenti: Montales subisce un attentato dal quale si salva miracolosamente. Chiama Tex e i suoi pards affinché lo proteggano durante la convalescenza e lo aiutino a capire chi c’è dietro la macchinazione. Il governatore è convinto che la mente di tutto sia Preston Cooper, un uomo di affari americano che ha molte piantagioni in Guatemala e che sta pensando di espandersi in Messico e per questo ha chiesto a Montales di favorire le importazioni della sua merce. Montales, non cedendo al tentativo di corruzione, scatena le ire del magnate. Con l’aiuto di Rodrigo, un giovane guatemaltese salvato alcuni anni prima, i nostri capiscono che in Guatemala sono in corso faccende sporche e decidono di recarvisi per indagare. Montales vi si presenta in visita ufficiale accompagnato da Kit Carson e da Kit Willer, entrambi sotto mentite spoglie, mentre Tex, Tiger Jack e Rodrigo vanno nell’entroterra per scoprire quali oscuri affari si nascondono nel paese. Lì si rendono conto che il governo ha creato leggi per espropriare le terre dei piccoli contadini, i quali sono guidati dal ribelle Jairo, per darle ai grandi latifondisti e che nelle foreste si aggira una misteriosa setta chiamata la Negra Muerte.

 

 

Veniamo all’albo in corso: Tex, Tiger Jack e Rodrigo si accorgono che il villaggio in cui un tempo abitava quest’ultimo è stato raso al suolo e che sua moglie e suo figlio sono stati rapiti dagli uomini della Negra Muerte guidati dal carismatico e spietato Sebastian. La setta ha stretto un patto con un gruppo di cospiratori che mirano a rovesciare il governo del Guatemala tramite un colpo di stato e il loro obiettivo è seminare il terrore e commettere omicidi politici. Nel frattempo, Montales e i due Kit sono di nuovo al cospetto di Preston Cooper, il quale involontariamente conferma i sospetti sulla sua colpevolezza nell’attentato al governatore. 

Dispiace ammetterlo, ma dopo due albi indubbiamente ottimi, con questo terzo capitolo, il quale è l’anticamera della conclusione, si fa un passo indietro.

I momenti migliori dell’albo, e per fortuna sono tanti, sono quelli che vedono protagonisti Kit Carson e Kit Willer nelle inedite vesti di infiltrati e, su tutte, vince la scena sul battello di Preston Cooper con tanto di mitragliatrice Gatling pronta all’uso (che verrà utilizzata, si spera, nel prossimo albo). Tutta la loro parabola, che li porta a scoprire i contorti intrighi del colpo di stato, è funzionale all’introduzione di alcuni personaggi finora inediti che potrebbero giocare un ruolo decisivo nella conclusione.

 

 

Per contrasto, è tutta la parte che vede protagonista Tex che invece zoppica un po’.

Il dipanarsi del racconto presenta alcuni momenti di stanchezza e un paio di passaggi forzati e farraginosi: esempio per tutti il duello con il coltello, uno dei marchi di fabbrica di Ruju, fra Tiger Jack e uno degli uomini della Negra Muerte, duello che, per la modalità in cui avviene, sembra più un tentativo di ritagliare un momento di gloria per Tiger Jack, storicamente il pard più difficilmente gestibile per tutti gli sceneggiatori di Tex, GL Bonelli incluso (come racconta Claudio Nizzi, in una delle ultime storie di Bonelli Tiger venne addirittura cancellato dalla sceneggiatura perché per tutto il racconto era a traino dei pard e il suo unico contributo era un Ugh!).

Sia chiaro che, pur con qualche inciampo di troppo, stiamo comunque parlando di un buon fumetto che orde di sceneggiatori ucciderebbero pur di scrivere, ma il contrasto con i due albi precedenti salta all’occhio. 

 

 

Su Biglia non ha molto senso ripetere le parole di elogio sperticato espresse nelle due recensioni precedenti perché tanto farei un brutale copia/incolla, perciò ve le andate a rileggere se proprio volete sapere come la penso!

Il prossimo albo presenterà la parte finale di questa lunga storia e poi l’inizio della prossima che vedrà impegnato l’inedito duo composto da Antonio Zamberletti ai testi e Giuseppe Candita ai disegni, entrambi al loro esordio sulla serie regolare.

 

 

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