La vittima sacrificale – Zagor n. 647 (giugno 2019)

Scritto da Francesco Benati

26 Giu, 2019

Da qualche settimana è nelle edicole La vittima sacrificale, nuovo Zagor mensile edito dalla Sergio Bonelli Editore. L’albo chiude la storia iniziata a metà dell’albo di aprile Il feticcio di fuoco e proseguita poi il mese scorso con I servi di Cromm. I testi sono del curatore della serie Moreno Burattini, mentre a illustrare il tutto spetta alla premiata ditta Esposito Bros.

Riassunto delle puntate precedenti: i Figli di Cromm, una pericolosa setta tradizionalista irlandese, sono tornati alla ribalta per vendicarsi di Zagor che li aveva sconfitti in passato (a questo proposito, vi conviene recuperare gli albi L’urlo della Banshee e L’araldo di Cromm di Moreno Burattini e Giuliano Piccininno per un maggiore approfondimento). Dopo aver evitato più volte le trappole tesegli, Zagor riesce a ricongiungersi con l’amico Lucius, suo alleato ai tempi della prima battaglia contro i fanatici irlandesi, per proteggere la piccola Sinèad, usata anch’essa come esca da parte dei criminali.

 

La vittima sacrificale – Zagor n. 647

 

Soggetto e sceneggiatura: Moreno Burattini

Disegni: Esposito Bros

Copertina: Alessandro Piccinelli

Sinossi: i servi di Cromm riescono a catturare Zagor e a condurlo nei sotterranei. Qui lo Spirito con la scure apprende i dettagli del misterioso piano messo in scena dalla setta: usare il suo sangue per aprire un varco dimensionale e richiamare Kandrax il druido! Per fortuna, Zagor non è da solo in questa battaglia.

Fare una recensione di questo albo è impossibile senza prima sdoppiarmi in due parti: Francesco lo zagoriano e Francesco il recensore. Due personalità distinte, ma inevitabilmente intrecciate quando si parla di fumetti (e non solo).

Commento di Francesco lo zagoriano: questa storia durata due albi e mezzo è una figata pazzesca: da un lato funge da sequel diretto alla prima storia dei Figli di Cromm, dall’altra getta un ponte su un’altra storia di futura pubblicazione, ovvero l’attesissimo ritorno di Kandrax ancora privo di una data di uscita. Per ora sappiamo solo che sarà scritto dalla guest star Claudio Chiaverotti, creatore di Brendon e Morgan Lost, per i disegni del veterano zagoriano Marco Torricelli, attualmente il disegnatore zagoriano con più anni di attività sul groppone (e scusatemi per il solo di prima). Insomma, una roba degna del nerd più consumato, il quale non può non aver sobbalzato di fronte all’apparizione del diabolico druido creato da Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli, oltre quarant’anni e protagonista di tre storie totali, ma sempre rimaste impresse nella memoria dei lettori più appassionati.

 

Commento di Francesco il recensore: eh, insomma…

Per carità, in definitiva la storia mi è piaciuta, ma ci sono alcuni passaggi che mi hanno fatto storcere un po’ il naso: una su tutte, la soluzione finale della vicenda decisamente troppo facile (ma d’altronde i Figli di Cromm sono solo dei miseri umani facili da abbattere, non certo dei guerrieri invincibili, suvvia) e la sensazione generale che questa storia sia un po’ troppo sospesa: leggibile autonomamente, sì, ma solo fino a un certo punto. Se poteva vivere abbastanza facilmente con solo il prequel, ora sembra fungere più da mero ponte verso il vero piatto forte, ovvero il ritorno di Kandrax.

A Moreno Burattini bisogna comunque dare adito di essere riuscito in un compito tutt’altro che semplice: creare questa connessione fra più storie, perlopiù in una serie come Zagor, tutt’altro che avvezza a questo tipo di soluzioni, era un compito coraggioso, ma viene da chiedersi come mai Burattini non ha tenuto conto (o magari ne terrà conto Chiaverotti, chi lo sa) del Maxi Zagor Il segreto dei druidi del 2017 di Antonio Zamberletti e Marco Torricelli (ma che combinazione, eh?): al termine di quell’albo, di fatto, un nuovo druido, in questo caso una donna, se ne va a zonzo per Darkwood. Difficile credere che la bella morettina non torni in azione con il ritorno di Kandrax.

 

 

Bene, ma non benissimo, gli Esposito Bros. Dico bene, perché comunque il loro stile dinamico e moderno, benché perfettamente ancorato alla tradizione zagoriana, è sempre un bel vedere ogni volta che compare. Dico non benissimo perché, rispetto alle loro prove iniziali, hanno iniziato, specialmente nei loro ultimissimi lavori, a mostrare segni di una certa frettolosità d’esecuzione, con il risultato che a volte alcuni personaggi, soprattutto Zagor, sembrano avere delle inumane braccia a piovra!
In definitiva, però, possiamo dire di trovarci di fronte ad una buona storia che tiene alta ancora una volta la bandiera di Zagor, un gustoso antipasto in attesa di due eventi molto importanti: il già citato ritorno di Kandrax dall’uscita inedita e la prossima storia, ovvero nientemeno che il ritorno di Hellingen, lo storico arcinemico di Zagor che ricomparirà il mese prossimo, sempre per i testi di Moreno Burattini e i disegni dell’ormai collaudatissimo duo romagnolo Gianni Sedioli e Marco Verni.

 

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