Coyoteros – Tex Willer n.6 (aprile 2019)

Scritto da Francesco Benati

13 Mag, 2019

Pur con notevole ritardo, vi presentiamo la recensione di Coyoteros, l’ultimo albo (definirlo nuovo mi sembra eccessivo) della neonata serie Tex Willer edita dalla Sergio Bonelli Editore che racconta le inedite avventure del giovane Tex quando ancora cavalcava la pista dei fuorilegge. Si tratta del secondo albo di una lunga storia in cinque albi che vede ai testi il creatore della serie Mauro Boselli e ai disegni il poliedrico Bruno Brindisi.

Lo chiariamo per chi avesse vissuto sulla luna negli ultimi sette mesi: Tex Willer è una serie spin-off dell’ammiraglia Tex della Sergio Bonelli Editore ed esplora il passato del ranger a fumetti più famoso del mondo in presa diretta, ovvero senza l’intermediazione dell’adulto che racconta. La serie si compone di albi da 64 pagine pensati sia per consentire alla coppia Boselli/Ruju di scrivere storie con ritmi che hanno ancora qualcosa di umano, sia per permettere ai lettori di assaporare il gusto delle vecchie storie a striscia dove in poche pagine accadevano un sacco di avvenimenti.

 

Coyoteros – Tex Willer n.6

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Bruno Brindisi

Copertina: Maurizio Dotti

Riassunto della puntata precedente: Tex è diretto alla missione di Saint Thomas dove lo aspetta Tesah. Nel farlo, si imbatte in un gruppo di disertori messicani, due dei quali, dopo alcune peripezie, diventano suoi alleati. La pista del trio è funestata da diversi avvenimenti, l’ultimo dei quali l’avvistamento di una pericolosa banda di Apache Coyoteros.

Sinossi: Tex e i suoi due pards si uniscono a una comunità di agricoltori che negli ultimi tempi hanno subìto terribili attacchi e alcune donne sono state rapite. Tex si mette al comando di una posse, pur non senza qualche dimostrazione di ostilità da parte dei vari membri della comunità, per salvare le persone rapite.

 

Mauro Boselli vince e convince in questa seconda storia di Tex Willer in cui il nostro eroe non ha ancora raggiunto il livello di invincibilità e infallibilità per il quale sarebbe diventato famoso, per dimostrarsi invece un eroe in divenire, che sbaglia e a volte viene di colto di sorpresa, tale e quale il primo Tex di GL Bonelli, quello che qui viene preso come ispirazione principale.
Risulta evidente che per Boselli questo nuovo/vecchio Tex è uno strumento per esplorare ulteriori potenzialità narrative per il personaggio dopo oltre 70 anni di carriera editoriale.

Purtroppo non possiamo dilungarci troppo proprio perché stiamo parlando di una lunga storia in cinque albi i cui volumetti sono solo da 64 pagine, quindi, benché il ritmo sia diverso rispetto al mensile, ben presto esauriremmo le cose da dire.

 

Possiamo parlare abbastanza approfonditamente del lavoro di Bruno Brindisi, un autore che ha collaborato saltuariamente con Tex, ma la cui notevole prolificità gli permette di essere attivo in pianta stabile su questa serie e di potersi dedicare, senza troppa fretta, a Dylan Dog. Brindisi predilige un approccio più narrativo e sintetico rispetto ai virtuosismi di Roberto De Angelis, autore della storia precedente, riuscendo a far recitare molto bene e i personaggi e a gestirne i movimenti senza problemi, da autore navigato quale è.

I lunghi anni di assenza dal genere western non gli hanno certo fatto male, anzi, gli hanno permesso di crescere e maturare molto. Non che ce ne fosse bisogno, dato che la sua opera d’esordio su Tex è stato direttamente un Texone intitolato I predoni del deserto scritto da Claudio Nizzi!

 

Insomma, dispiace non poterci dilungare troppo su questo volume, ma il rischio spoiler è troppo grosso, per cui, stavolta, ci fermiamo qui.
Ci limitiamo a dire che questa seconda parte conferma la bontà di una storia che si preannuncia scoppiettante e che permette alla serie di mantenere alti i propri standard.

 

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