Le creature del buio – Zagor Speciale 30 (marzo 2018)

Scritto da Paolo M.G. Maino

9 Apr, 2018

Ci siamo presi un po’ di tempo, ma finalmente ecco la recensione de Le creature del buio, il nuovo Speciale Zagor uscito per la Sergio Bonelli Editore. Ai testi troviamo il giovane Francesco Testi e ai disegni Emanuele Barison.

 

 

Le creature del buio – Zagor Speciale 30

Soggetto e Sceneggiatura: Francesco Testi

Disegni: Emanuele Barison

Copertina: Alessandro Piccinelli

Cosa sono le fearsome critters? Sono delle creature misteriose, alcune pacifiche e giocose e altre terribili e pericolose che popolano le leggende. Un giorno qualcosa succede e le leggende prendono vita nel bel mezzo di una notte a Darkwood. Zagor e Cico, sulle tracce di un gruppo di banditi, vi si troveranno nel mezzo e dovranno sudare le proverbiali sette camicie per uscirne vivi.

Ho letto l’albo una prima volta e l’ho trovato carino. Niente di trascendentale, per carità, ma una storiella divertente e senza troppe pretese.
Ma.

 

C’era un “ma”. Avete presente quanto avete una strana sensazione, qualcosa che non riuscite a spiegarvi, qualcosa che non vi torna? Ecco, questa è sempre stata la mia sensazione appena chiusa l’ultima pagina del volume.

Alla fine, ed ecco il perché di questo ritardo, ho deciso di rileggere l’albo una seconda volta. E poi una terza. Ecco, ora posso dirlo: Le creature del buio, lo Speciale Zagor del 2018, non mi è piaciuto. Si tratta di un albo farraginoso, con disegni altalenanti, pieno di maccosa e con alcuni momenti davvero imbarazzanti.

Partiamo dalla cosa che mi ha convinto di meno: la sceneggiatura.

 

Francesco Testi, oltre ad avere il mio stesso nome, è anche un mio coetaneo: classe 1990. Uno sceneggiatore giovanissimo, quindi, uno che di esperienza ne ha pochissima come, giustamente, si confà ad uno di questa età. Per questo non mi straccio le vesti invocando la Santa Inquisizione, però occorre dare a Cesare quel che è di Cesare: lo script ha un inizio contorto con una serie di scenette che si susseguono una dietro l’altra e che rendono la lettura, a mio avviso, molto difficile. Nella parte centrale e finale del volume le cose migliorano, ma non tantissimo, nel senso che l’evolversi della vicenda non è del tutto limpida e, soprattutto, presenta un paio di momenti davvero duri da mandare giù: il primo è il serpente rotante (sì, avete capito bene) che insegue Cico. Una trovata esagerata anche per il pancione messicano.

Il vero abisso però si trova quando Zagor urla una roba del tipo “Colpiteli come se non ci fosse un domani”, una frase presa di brutto dal gergo giovanile che con le atmosfere dello Spirito con la Scure c’entra come i cavoli a merenda.

 

 

Un altro aspetto poco convincente di questo Speciale riguardano proprio le creature del titolo, le fearsome critters. Sono creature misteriose e leggendarie di cui, fino a questo momento, nessuno ha mai sentito parlare, eppure tutti sembrano saperne vita, morte e miracoli.

Anche la reazione di Zagor di fronte alla possibile morte di Cico è a dir poco gelida. Io capisco che siamo in un fumetto d’avventura e non ci sia tempo per i piagnistei, ma una non-reazione del genere non me la sarei mai aspettata. Non voglio fare paragoni avventati, ma andatevi a rivedere la reazione di Tex alla notizia della presunta morte di Carson nel Color E venne il giorno e capirete la differenza.

Nonostante tutti questi difetti, mi sento di spezzare una lancia a favore di Testi: il soggetto della storia è comunque interessante e le scene d’azione sono scritte molto bene. Anche il finale dell’avventura è più che convincente.

 

Altro punto dolente della storia sono i disegni di Emanuele Barison. Io amo Barison, trovo che sia un disegnatore di grande personalità e potenza, uno di quelli che riconosceresti tra mille. E amo anche la sua versione muscolare di Zagor. In particolare, ho adorato (il resto degli zagoriani, come noto, no) la rappresentazione assolutamente sopra le righe che ha dato in Non umani, storia pubblicata sulla serie regolare nel 2016.

Qui invece il tratto del disegnatore è sorprendentemente irregolare: troviamo vignette in cui lo Zagor di Barison è quello di sempre, altre invece in cui sembra un altro personaggio. Vignette in cui Zagor è maestoso e possente e altre in cui è snello e dinoccolato. Insomma, sembra quasi che Barison non sappia dove andare a parare, anche se sospetto che la velocità nel dover consegnare le tavole non abbia giovato alla resa finale. Anche il design dei due nemici principali lascia molto a desiderare.

Insomma, uno Speciale deludente sotto diversi aspetti le cui riletture hanno ribaltato il mio punto di vista iniziale tutto sommato positivo.

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