Canto notturno – Dampyr n.312 (marzo 2026)

Scritto da Paolo M.G. Maino

2 Apr, 2026

Canto notturno è il titolo di Dampyr 312 in edicola a marzo. Quindi con qualche ora forse per recuperarlo se non lo avete ancora fatto (ma da oggi dovrebbe essere in edicola Dampyr 313 di Boselli e Gualandris), eccovi la recensione del nostro blog che segue da tanti anni la serie dell’ammazzavampiri di casa Bonelli (e chi vi scrive pensa di avere qualche conoscenza dampyriana…).

Canto notturno – Dampyr n.312

Soggetto e sceneggiatura: Luca Barbieri

Disegni: Andrea Del Campo

Copertina: Michele Cropera

Canto notturno ha due particolarità che meritano la nostra attenzione: l’esordio di un nuovo sceneggiatore, ossia Luca Barbieri che ha scritto per Tex, Dragonero, Zagor, Martin Mystère, Topolino… e che in Bonelli è curatore di Dragonero e di alcune testate texiane, per i disegni di Andrea Del Campo, ormai colonna storica e tra i più prolifici autori legati a Dampyr; e – secondo elemento da evidenziare – la storia presenta una ambientazione amazzonica tra Belem, Santerem e l’utopica Fordlandia in mezzo alla foresta, insomma per noi bonelliani non proprio dell’ultima ora si tratta di un tuffo nei luoghi di Mister No! 

 

Prima di entrare nella storia (bella e avvincente) lasciatemi ricordare le tante immagini e voci misternoiane che Barbieri omaggia nella sua sceneggiatura: risentiamo l’invito a bere ‘cacacha’; il tipico ringraziamento brasiliano ‘Muito obrigado’ o l’esclamazione ‘Raios’; il lavoro duro e umiliante dei ‘garempeiros’; un teatro pensato per l’opera lirica come nella decadente Manaus. 

Ma poi ci sono due citazioni molto fini: c’è un cattivo che si chiama Krueger come il fidato compagno di tanti avventure di Mister No e soprattutto in uno dei tanti flashback a mezzatinta siamo condotti negli anni ’30 e qui la antagonista del Dampyr in questa storia incontra un uomo che si chiama Drake e si presenta con il viso e il tipico cappello del padre del nostro Jerry Drake, alias Mister No! E ancora la bellissima vampira Camille Monfort viene creduta dagli indios come la presenza fisica di Ananga, lo spirito della dea giaguaro contro cui hanno lottato sia Mister No sia Dylan Dog. Siamo in una sorta di easter egg da triplice crossover rivolto a lettori Bonelli di varie generazioni.

 

Ma questi riferimenti a Mister No non inficiano la lettura per chi non conoscesse minimamente il personaggio creato da Guido Nolitta.

La storia di Barbieri è, infatti, solida e si inserisce in un genere di racconto che ha tanti precedenti in Dampyr: un non-morto creato da un maestro della notte e rimasto a spadroneggiare in un certo luogo tanto da diventare una sorta di genius loci. In questo caso è la bellissima e affascinante Camille Monfort (caratterizzata benissimo da Andrea Del Campo) che da regina dell’Opera cede al desiderio della eterna giovinezza e attraversa i decenni in un clima di decadenza e languore che è amplificato dalle belle mezzetinte di Del Campo. Barbieri che mostra di sapersi da subito muovere con i personaggi dampyriani inserisce su questa trama-base alcuni elementi narrativi che meritano attenzione. La bella Camille non è la vera antagonista di Harlan e soci, e anzi si rivela decisiva a salvarli, ma tutto questo non la rende una nuova alleata dei nostri eroi. La sua fine è sia una liberazione sia un ultimo canto come quello di una protagonista tragica del melodramma. Inoltre assistiamo ad un moltiplicarsi di contesti di decadenza e fallimento: la fugace stagione di fine ottocento con il sogno di civilizzare ed europeizzare l’Amazzonia e l’utopia destinata all’oblio di Fordlandia (come di Brasilia del resto).

 

 

Un bel numero ricco di azione (e del resto se c’è Del Campo ci deve essere tanta azione!), di bei paesaggi, di scenari di avventura (le foreste equatoriali lo sono da sempre e anche su questo ambiente Del Campo ha una bella specializzazione) e anche di lotte all’ingiustizia (la trama, infatti, si avvia attorno a due malcapitati che vogliono indagare su sfruttamenti e traffici illeciti). Ottimo esordio di Barbieri che speriamo di rivedere (anche se ha molteplici compiti) ancora su Dampyr!

 

Ti potrebbero interessare

Il mio nome è Janet Horne

Il mio nome è Janet Horne

Trovate in edicola da ormai un po’ di giorni Canto notturno, ossia l’esordio dampyriano di Luca Barbieri, ma vi sono...

0 commenti

Verificato da MonsterInsights